Genova 20 anni dopo: un altro mondo necessario

Ventennale G8, il sindaco del capoluogo ligure nega lutilizzo di Palazzo Ducale ai movimenti politici. Polemiche a pochi mesi dal memoriale dei tragici eventi del 2001

“Genova 20 anni dopo: un altro mondo è necessario” si pone come filo conduttore delle iniziative che saranno organizzate a partire dal 18 luglio sia sul web, sia in presenza nel capoluogo ligure. Nel corso di mostre, spettacoli teatrali, tavole rotonde, convegni e seminari, a vent’anni di distanza, si tornerà sui temi affrontati nella settimana che precedette il G8, con oratori internazionali che chiedevano un mondo più equo. Ora come allora si ribadirà la necessità di un cambio di rotta relativamente ad ambiente, scuola, lavoro, globalizzazione, democrazia e tanto altro ancora. Politiche incerte hanno determinato conseguenze economiche e sociali, accrescendo problemi ambientali e divaricazione della forbice tra ricchi e poveri, limitando diritti e servizi sociali con privatizzazioni selvagge. Non mancherà il ricordo di Carlo Giuliani, il giovane ucciso nel corso delle manifestazioni del G8 con un colpo di pistola sparato da un Carabiniere, che si trovava all'interno di una camionetta rimasta isolata in mezzo ai manifestanti.

Il sindaco di Genova, Marco Bucci, preoccupato per il rischio di disordini «per evidenti motivi che credo tutti i genovesi capiscano», ha dichiarato «Come sapete tutti, perché basta leggere i regolamenti del Comune di Genova, noi possiamo dare patrocinio solo alle associazioni che non sono impegnate come partito politico e non si presentano alle elezioni, quindi ho detto ad Amnesty International che io ero favorevole a concedere il patrocinio come a tutti coloro che soddisfino queste condizioni. Il nostro obiettivo è evitare qualsiasi ferita a Genova come è successo 20 anni fa. Non è il mio ruolo quello di dire chi può parlare o quali eventi si possono organizzare. Il mio ruolo è evitare che Genova sia ferita, per cui tutto quanto sarà sottoposto al comitato per l’ordine e la sicurezza».

Il diniego a far comparire movimenti politici tra gli organizzatori ha generato critiche negli ambienti che lavorano al progetto, trattandosi di realtà comunque riconducibili al mondo della politica, avendo come finalità quello di partecipare alla trasformazione della società. Per questo motivo la rete che sta organizzando gli eventi non chiederà al Comune di Genova il patrocinio dell’iniziativa, rinunciando alla sede di Palazzo Ducale.

La commemorazione ricorderà gli anni dei Social Forum, di quello che venne definito il popolo di Seattle, persone che sentivano di essere cittadini del mondo, con l’idea della libertà come diritto di nascita e non di nazionalità. In quel luglio del 2001 tutta una generazione si scontrò contro l’apparato governativo occidentale, una marea di persone di diversa età e provenienza che invase le strade di Genova con la voglia di cambiare il mondo. L’augurio è che stavolta sia soltanto una grande festa per rinnovare il sogno del cambiamento, per ricordare cosa è stata Genova a chi non c’era o se né frettolosamente dimenticato, per raccontarlo alle nuove generazioni, perché quei fatti sono memoria collettiva del nostro paese e non una questione per pochi. In quei giorni gli otto paesi a quel tempo leaders dell’economia mondiale (Stati Uniti, Canada, Giappone, Gran Bretagna, Germani, Francia, Italia e Russia) celebrarono l’egemonia delle leggi del mercato sui diritti dei più poveri, contribuendo alla creazione di un mondo inevitabilmente pieno di tensioni sociali.

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