Galleria Vittorio Emanuele II

Il salotto di Milano

Galleria Vittorio Emanuele II situata alla sinistra della facciata del Duomo di Milano, è una delle attrazioni principali della città e ospita i più lussuosi negozi al pari di via Montenapoleone famosa per la presenza delle grandi firme. È stata dedicata al re Vittorio Emanuele I, dopo l’indipendenza ritrovata dall’Austria e fu lui a dare inizio ai lavori poggiando la prima pietra della costruzione nel 1865.

L’idea di costruire la galleria nacque e nel 1839 da Carlo Cattaneo, allo scopo di creare un passaggio coperto che collegasse la piazza del Duomo a quella della Scala in cui è presente Palazzo Marino, sede politica del comune e il famoso Teatro. La realizzazione fu affidata a Giuseppe Mengoni nel 1863, anche se il suo progetto venne immediatamente modificato in quanto originariamente la struttura era formata da un solo braccio, diversamente dalla famosa forma a croce che si può osservare oggi. All’incrocio i due bracci formano un ottagono, sormontato da un’imponente cupola di vetro e metallo, materiali tipici di fine ottocento che ispireranno altri passaggi coperti o gallerie commerciali nel mondo come Galleria Umberto I a Napoli. Nonostante l’opera fu terminata in soli tre anni, a tempo di record il suo creatore Giuseppe Mengoni, non riuscì a vederla finita perché morì durante un ispezione cadendo da un’impalcatura.

Le cime delle quattro pareti all’interno, sono ornate da lunette dipinte ognuna delle quali raffigura un  diverso continente: L’Europa, raffigurata in abiti antichi e sorvegliata da un uomo alato che impugna un alloro, l'America come una figura femminile circondata da afroamericani e da un indigeno, l’Asia  seduta su un trono e omaggiata con doni da figure dai lineamenti asiatici e l'Africa in abiti egizi e affiancata da un leone e un moro.

Durante la Seconda guerra mondiale la galleria fu colpita dai bombardamenti che causarono la distruzione del tetto in vetro e di parte della struttura metallica e danneggiarono le decorazioni interne. Grazie a diverse operazioni di restauro nel 2014 gli intonaci sono stati riportati ai loro colori originali.

Il nome “Salotto di Milano” le venne assegnato per il fatto che diventò il centro della vita borghese della città grazie alla presenza dei negozi e dei caffè come Biffi aperto ancora oggi.

Una particolarità si deve al regolamento comunale per cui le insegne dei negozi della galleria devono essere necessariamente oro su sfondo nero, norma a cui si dovette adeguare anche McDonald qualche anno fa.

Sul pavimento della parte centrale si può notare un mosaico che raffigura un toro, simbolo arcaico dei Savoia. Si dice che porti fortuna girare tre volte su se stessi tenendo il piede destro posizionato sui genitali dell’animale, dove ormai si è formato un buco, che viene spesso restaurato. Pare che il gesto sia nato come presa in giro verso la città di Torino nel cui stemma c’è appunto il toro per diventare poi un rito scaramantico.

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