Ettore Majorana: il mistero della sua scomparsa

Chi è stato Ettore Majorana e quali le circostanze circa la sua scomparsa

Ettore Majorana nasce il 5 agosto del 1906, figlio di Fabio Majorana e Dorina Corso, e muore intorno al 1938, in circostanze tutt’oggi sconosciute. 

Inizialmente la sua formazione fu curata dal padre ingegnere, fino a che entrò come interno all’istituto Massimo dei Gesuiti di Roma. In seguito conseguì la maturità classica nel 1923. Stesso nel 1923 si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’università di Roma, nella quale seppe brillantemente distinguersi, instaurando, inoltre, legami d’amicizia con alcune tra le personalità di spicco del tempo: tra questi Giovanni Gentile e Emilio Segrè. Fu proprio grazie a quest’ultimo che Majorana si trasferì dalla facoltà di ingegneria a quella di fisica, conseguendone una laurea a pieni voti nel 1928, discutendo la tesi intitolata “La teoria quantistica dei nuclei radioattivi”. In seguito, nel 1932, ottiene la cattedra in fisica teorica.

 

Un ulteriore spunto riguardo la sua personalità - egli seppe distinguersi per essere stato probabilmente il maggior fisico teorico italiano del secolo precedente- riguarda le misteriose circostanze della sua scomparsa, in merito alla quale molte sono state le congetture elaborate nel corso degli anni. Queste si possono raggruppare in varie teorie: prima fra tutte l’ipotesi del suicidio. 

In seguito alla morte del padre, avvenuta nel 1934, Majorana tese ad emarginarsi sempre più, rintanatosi nella propria abitazione, fino alla nomina di professore di fisica teorica presso l’università di Napoli. Ed è proprio da Napoli che di lui si perse ogni traccia. 

All’età di 31 anni Ettore Majorana si è imbarcato a Napoli su un traghetto diretto verso Palermo, dal quale non sarebbe più tornato. 

 

IPOTESI DEL SUICIDIO

Prima di imbarcarsi quest’ultimo scrisse delle lettere da cui apparentemente emerge l’evidente intenzione di togliersi la vita. Nonostante ciò, in una stessa missiva Ettore annuncia il suo ritorno dopo pochi giorni dal soggiorno a Palermo: tanti furono gli avvistamenti riportati alle autorità, ma in realtà di Majorana non si ebbe più nessuna traccia.

L’ipotesi del suicidio sarebbe screditata da un prelievo bancario effettuato dal fisico precedentemente e una riscossione di ben 5 stipendi arretrati, dall’utilizzo di parole poco chiare all’interno delle sue epistole che non affermano né sembrano negare niente. Probabilmente egli stesso ha voluto depistare gli inquirenti e i propri affetti, per sparire così nel nulla. 

 

IPOTESI MONASTICA

Questa ipotesi, avanzata da Leonardo Sciascia nel suo saggio La scomparsa di Majorana, vede un fisico stanco, col costante fardello di essere all’altezza del suo nome, che, caduto in depressione in seguito all’assegnazione della cattedra d’insegnamento di Napoli, decide di cambiare vita, come fosse un pirandelliano Fu Mattia Pascal. 

Tale ipotesi monastica si riallaccerebbe alla sua gioventù - durante la quale il fisico ha studiato presso l’istituto gesuita di Roma- e alla sua condizione di credente. Secondo Sciascia questi si sarebbe rinchiuso presso la Certosa di Serra San Bruno in Calabria (ipotesi avvalorata dalla testimonianza di Papa Giovanni Paolo II). 

Altri sostengono che Majorana si sia rinchiuso in convento nel calabrese per farsi curare da una malattia grave -probabilmente la tubercolosi- da cui era afflitto, o perché in cerca di rifugio a causa della sua omosessualità, mal tollerata ai tempi, o infine perché a seguito di una crisi esistenziale favorita dall’aggravarsi della sindrome di Asperger. 

 

IPOTESI TEDESCA

Si presuppone anche che Majorana si sia recato, o anche che sia stato rapito, in Germania per mettere le sue conoscenze al servizio del Terzo Reich, emigrando poi in Argentina in seguito alla sconfitta della seconda guerra mondiale. 

 

IPOTESI ROMANA E SICILIANA 

Altri ancora hanno identificato la persona di Majorana in un clochard che, vagando per le piazza di Roma, vantava la conoscenza di un importantissimo teorema, enigma allora ancora irrisolto per i maggiori studiosi del tempo. C’è invece chi lo ha identificato in un senzatetto siciliano, distintosi per le proprie capacità attinenti alle materie scientifiche. 

 

IPOTESI VENEZUELANA

Nel pressoché recedente 2008, nella nota trasmissione italiana Chi l’ha visto?, Francesco Fasani, italiano emigrato in Venezuela verso la metà degli anni ’50, ha dischiarato di aver frequentato Ettore Majorana, sotto il nome di Bini, sebbene questi non abbia mai rivelato la sua reale identità. Varie sono le prove che avvalorano tale ipotesi, tanto che questa ha portato all’archiviazione del caso nel 2015 per volontario trasferimento con conseguente permanenza stabile in Venezuela, negli anni tra il ’55 e il ’59.  

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