Duomo di Milano

Storie e leggende sulla cattedrale meneghina

“O mia bela Madunina che te brillet de lontan

Tuta d'ora e piscinina, ti te dominet Milan

Sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man

Canten tucc "lontan de Napoli se moeur"

Ma po' i vegnen chi a Milan”

 

La canzone scritta nel 1934 da Giovanni D’Anzi è nata come scherzo per i napoletani, che salivano a nord per lavorare e finivano spesso per chiedergli di cantare canzoni partenopee, quando lavorava come pianista e cantante al Pavillon dorè. Fu una risposta alla canzone napoletana che ormai si sentiva canticchiare dappertutto, ma composta con il rispetto di chi conosceva la tradizione e alla quale si è ispirato per la musicalità.

La “Madonnina che domina Milano” è quella del Duomo, la cattedrale tra le più antiche e importanti chiese cattoliche del mondo in stile gotico, di marmo bianco di Condoglia si staglia nella piazza al centro della città.

È di lunghissima realizzazione infatti venne iniziata nel 1836 su commissione di Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano e si è concluse nel 1800, più di 400 anni di lavori. Fin da subito fu deciso che sarebbe stata di marmo bianco, grazie al fatto che la famiglia Visconti possedeva le cave di Condoglia da cui il materiale  arrivava tramite i navigli direttamente alla fabbrica del Duomo.

I grandi portali in bronzo, quello doppio centrale e i due laterali, raccontano la storia di Milano, della vergine Maria dell’Editto di Costantino e della vita di San’Ambrogio. Entrando si può ammirare la sua imponenza, costituito da 5 navate, soffitti altissimi e vetrate che raccontano storie e quella principale che raffigura il Giudizio Universale. A proposito di quest’ultimo una leggenda racconta che il sacco che è saldamente ancorato all’arcata e che si ammira dal fondo della chiesa, sia proprio legato a questo: cadrà il giorno della fine del mondo.

Una delle caratteristiche principali di questa cattedrale sono le 145 guglie, tra cui la più alta ospita la famosissima Madonnina dorata. È possibile ammirarla da più vicino salendo sul tetto tramite scale o ascensore e vedere dall’alto anche tutta la città.

Sono tante le curiosità e le leggende legate a questo edificio tra queste la creazione del piatto tipico dei milanesi, il risotto allo zafferano. Si dice che sia stato inventato da un allievo di Valerio di Fiandra maestro vetraio che si stava occupando della realizzazione di una delle vetrate. Il ragazzo utilizzava la spezia come colore per le decorazioni così spesso che anche il suo maestro finì per prenderlo in giro dicendo che avrebbe finito per metterlo anche nel risotto. Prendendosi così la rivincita al matrimonio della figlia di Valerio, spruzzò un po’ di zafferano dentro il risotto preparato per il pranzo. Nonostante il colore giallo il risotto venne gradito e così nacque il piatto che conosciamo oggi.

Per visitare e salire sulle terrazze il biglietto è disponibile sul sito ticket.duomomilano.it e l’accesso è consentito solo in possesso di green pass.

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