Debito pubblico e legge sullaborto del Texas, due vittorie di Biden.

Due vittorie, molto diverse tra loro ma ugualmente importanti, potrebbero significare se non un recupero della popolarit del presidente almeno un pizzico in pi di serenit.

 

Nonostante i sondaggi siano abbastanza netti nel sancire il tracollo della popolarità che investe l’amministrazione Biden, scesa secondo le ultime stime addirittura al 38% questi ultimi giorni segnano una duplice vittoria, sul fronte interno, da parte del presidente degli Stati Uniti, sulla questione del debito pubblico e sulla vicenda relativa alla legge sull’aborto del Texas.

Difficile dire, oggi come oggi, se queste due affermazioni presidenziali possano condurre a una sorta di rilancio della popolarità di Biden, arrestando l’emorragia di consensi che in maniera sempre evidente caratterizza il suo mandato, in special modo da febbraio in poi e a cui sembra aver contribuito in maniera molto corposa le vicende afgane dello scorso agosto con la frettolosa e disorganizzata ritirata statunitense da quel paese. Non c’è dubbio, però, che aver ottenuto dal senato la possibilità di far lievitare il già pesante debito pubblico e l’aver ottenuto quasi simultaneamente la sospensione della legge texana sull’aborto rappresentino due buone vittorie, diverse tra loro e magari modeste e non decisive, ma comunque in grado di suscitare, specie quella relativa all’aborto, l’apprezzamento  della società civile americana e un sostanziale ripristino della serenità intorno alla sua amministrazione.

 

 

La sospensione della legge sull’aborto.

Sicuramente è un’affermazione di Biden l’avvenuta sospensione, nello stato del Texas,  ad opera della giudice federale Robert Pitman  del rigorosissimo Heartbeat Act risalente allo scorso settembre. Uno tra i provvedimenti più repressivi e ristrettivi, mai emanato da uno Stato membro, sulla delicata tematica dell’aborto. Provvedimento con il quali si sanciva il divieto assoluto d’interrompere la gravidanza dopo la sesta settimana anche in caso di stupro e incesto. In altri termini e in maniera più precisa l’aborto, in base a tale disposizione, sarebbe vietato dal momento in cui uno staff medico riscontri attività cardiaca nell’embrione, attività in genere evidenziabile proprio dalla sesta settimana di gravidanza. Provvedimento che aveva provocato un moto di protesta da parte della società civile americana e rispetto alle quale lo stesso Biden non aveva evitato di dimostrare tutta la sua contrarietà. A difesa della legalità dell’aborto la stessa amministrazione  aveva fatto causa al Texas, ricorrendo alla corte federale dello stato,  per l’emanazione della legge eccependone l’incostituzionalità. Iniziativa forte e non priva di ricadute sul fronte dei delicati equilibri di potere che in uno Stato federale caratterizzano i rapporti tra governo centrale e governi locali. Ciò è potuto succedere negli Stati Uniti perché, anche sul tema dell’aborto, lo Stato federale si limita ad enunciarne la legalità demandando poi  agli stati membri la disciplina esecutiva. Questa circostanza ha dato la possibilità al Texas di adottare una disciplina oltremodo ristrettiva della materia quasi contrastante con quella di principio dettata dallo Stato Federale. L’ attuale sospensione, contro la quale lo Stato del Texas ricorrerà, indubbiamente segna un punto a favore di Biden e allo stesso tempo un risultato positivo e  tangibile conseguito dalla sua amministrazione sul piano dei diritti civili.

 

L’ok all’incremento del debito.

La seconda vittoria di questo inizio  ottobre arriva su un fronte totalmente diverso con l’accettazione da parte dei Repubblicani, in Senato,  dell’innalzamento del tetto del debito pubblico. Accordo bipartisan che lascia in linea di fatto Biden libero nell’adottare ulteriori provvedimenti sociali i cui costi stimati non saranno inferiori ai preventivati tremila cinquecento miliardi di dollari. Un lasciapassare per niente scontato alla vigilia, visto che sul punto andavano convinti non solo i repubblicani ma anche superato lo scetticismo interno allo stesso partito democratico. La decisione attribuisce così risorse fondamentali e indispensabili per l’attuazione del programma economico del presidente che proseguirà come previsto con l’adozione di ulteriori misure di welfare interne e nella lotta ambientale contro il cambiamento climatico.

Due vittorie significative realizzate su piani molto diversi tra loro che difficilmente porteranno la figura di Biden agli antichi splendori di inizio mandato, ma che tuttavia potranno allentare la pressione sulla sua amministrazione e magari arrestare il suo calo di popolarità.

 

 

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