Covid, in Italia raddoppiano i nuovi casi

La variante omicron presto maggioritaria

Il bollettino dei casi Covid sta peggiorando di giorno in giorno. Il numero dei nuovi positivi non è mai stato così alto da inizio pandemia, per fortuna quello dei morti è ancora contenuto, seppur in continuo aumento. Numeri che avvicinano l’Italia ai record registrati nelle scorse settimane in altre nazioni europee e che indicano che il nostro Paese non è stato risparmiato dalla quarta ondata. Nelle terapie intensive la crescita è lenta, ma continua in tutto il Paese. La variante Omicron varia molto sui territori e rappresenta al momento in media circa il 28% dei casi di positività, ma in Lombardia è per esempio già al 40%. La Regione risulta, ancora una volta, la più colpita dalla nuova ondata di Covid. In tutta Italia i casi di Covid sono cresciuti del 42,3% in 7 giorni e i decessi del 33%. In Italia mancano però dati certi sulla diffusione della variante, perché il sistema di sequenziamento dei tamponi va a rilento. Con l’arrivo della variante Omicron in Italia «ci saranno due pandemie: la pandemia per i non vaccinati, che avranno conseguenze gravi dal punto di vista clinico, e la pandemia per i vaccinati, che potranno infettarsi con gli inconvenienti come dover stare a casa, fare tamponi e isolarsi», così ha affermato Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza.

Mentre cresce la preoccupazione per la situazione sanitaria, è arrivata anche la stretta di Natale del governo. Secondo le nuove norme torna obbligatoria la mascherina all’aperto, e la Ffp2 in cinema, teatri, eventi sportivi e sui mezzi di trasporto pubblico. Fino al 31 gennaio saranno vietati i grandi eventi e sarà obbligatorio avere il super green pass (con vaccinazione) anche al bancone di bar e ristoranti. Dal 1 febbraio il green pass durerà solo 6 mesi, e la terza dose sarà anticipata a 4 mesi dalla seconda. Sembrano per ora escluse misure drastiche come l’estensione dell’obbligo vaccinale o i lockdown per non vaccinati (sul modello di altri Paesi europei), ma non è esclusa l’introduzione dell’obbligo di tampone anche per i vaccinati che partecipino a grandi eventi.

La domanda è se la nuova variante sia più o meno pericolosa della Delta: quattro studi, tra Sudafrica e Gran Bretagna, mostrano che è più contagiosa ma meno virulenta. La variante omicron del coronavirus è così infettiva in quanto sarebbe più abile a entrare nelle cellule, a riprodursi e a sfuggire il sistema immunitario. In attesa (se arriveranno) dei vaccini aggiornati contro la nuova variante, le raccomandazioni che arrivano da più parti sono quelle di accelerare la dose booster per aumentare la risposta immunitaria. I primi dati in materia sono infatti incoraggianti: dopo Pfizer, anche Moderna ha fatto sapere come il richiamo contribuisca ad aumentare il livello di anticorpi neutralizzanti contro omicron. Se i vaccini dunque rimangono fondamentali per proteggere dalla malattia, non sono (ancora) l’arma che speravamo di avere per proteggersi dal contagio, e di certo non l’unica. Pur ammettendo una pari o anche ridotta gravità di Covid-19 causata da questa variante, una maggiore trasmissibilità significa un aumentato rischio di ospedalizzazioni e morti.

Secondo i risultati emersi da una ricerca che ha analizzato la capacità infettiva di diverse versioni del coronavirus su tessuti umani, omicron nei bronchi riesce a replicarsi 70 volte più velocemente rispetto ad altre varianti di Sars-CoV-2, mentre è meno brava delle altre a farlo nei polmoni. Ciò potrebbe spiegare in parte la velocità di trasmissione della variante, considerando che in tal modo diventerebbe più facile produrre aerosol che veicolino particelle virali.

Tutto questo mentre, all’estero, gli allarmi si moltiplicano. Quasi tutti i Paesi del Vecchio continente ormai hanno introdotto nuove restrizioni o stanno pensando di farlo (si va dall’annullamento dei festeggiamenti di Capodanno al coprifuoco). L’Olanda ha dichiarato lockdown fino al prossimo 14 gennaio, con misure che abbiamo imparato a conoscere bene: rimanere a casa il più possibile; cinema, teatri, parrucchieri chiusi; non più di due visitatori per casa bambini esclusi, quattro nei giorni di festa. In Gran Bretagna si contano quasi centomila contagi e centinaia di morti al giorno. Il Governo è corso ai ripari con misure di diversa forza nelle diverse nazioni: più restrittive in Scozia, dove però prenderanno avvio dopo Natale, meno nell’Irlanda del Nord. Israele ha annunciato che comincerà a somministrare anche la quarta dose di vaccino, cominciando dagli over 60, la Germania ha comunicato di aver ordinato delle dosi di Pfizer “aggiornate” alla variante Omicron. Dichiarazione che lascia intendere che l’aggiornamento dei vaccini sembra necessario. Le autorità sanitarie della Danimarca annunciano che la variante ormai è dominante nel Paese, come fanno anche, dall’altra parte dell’Atlantico, gli Stati Uniti, dove si è registrato il primo morto da Omicron.

«Anche se i risultati sono ancora preliminari, la stima conferma la grande velocità di diffusione della variante, che sembra dare focolai molto estesi in breve tempo e si avvia ad essere maggioritaria in breve tempo, come sta già avvenendo in diversi altri paesi europei» ha spiegato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro.

 

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