Cosa succede nei cieli di Taiwan?

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Quello che succede, in queste settimane, nei cieli di Taiwan rischia di trasformarsi nell’ennesimo fronte delle tensioni tra occidente e Repubblica Popolare Cinese e in particolare modo d’incrementare la problematicità che caratterizza le attuali relazioni tra Cina e Stati Uniti d’America.

I continui sconfinamenti nei cieli dell’isola, ad opera di veicoli militari cinesi, fanno emergere e ritenere più che giustificate le preoccupazioni circa le conseguenze che la questione Taiwan sarà in grado di determinare negli equilibri dell’’intero ordine geopolitico mondiale.

Aldilà dei rapporti tra Taiwan e Cina che non hanno relazioni di natura diplomatica dal 2016, la preoccupazione maggiore è quella relativa al coinvolgimento, nella questione in chiave anticinese dei maggiori stati del mondo occidentale e alle più che probabili reazioni cinesi.

È evidente che sarebbe troppo rischioso commettere l’errore di ridurre i propositi bellicosi esplicitati  di  Xi Jinping a mera propaganda e i raid aerei  a semplici provocazioni, proprio quando diventa sempre più probabile  che il 2025 sarà l’anno dell’invasione dell’isola da parte cinese. Nel frattempo, la piccola isola si prepara a resistere nel miglior modo possibile come è evidente nelle perentorie parole della presidente Tsai Ing-wen:” Non ci piegheremo mai alle pressioni della Cina”. Parole che evidenziano un fermo proposito di resistenza e quindi l’assoluto rifiuto ad accettare il percorso stabilito dalla Cina che porterebbe ad un futuro privo di democrazia e libertà.

 

Il botta e risposta tra i leader

Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati dal botta e risposta tra XI Jinping e Tsai Ing-wen e così alle feroci parole del leader cinese “Chi tradisce la madrepatria sarà preso dal popolo” hanno fatto da contraltare le parole della presidente Tsai Ing-wen”Taiwan è in prima linea nella difesa della democrazia. Continueremo ad aumentare le nostre difese”. Dichiarazioni tutt’altro che concilianti che escludono la possibilità che l’intera questione possa risolversi, almeno allo stato attuale delle cose, senza il ricorso alla futura opzione militare. Nel frattempo, la piccola repubblica democratica di Taiwan è impegnata sotto il profilo diplomatico a intessere relazioni sempre più stringenti con l’Occidente e con tutti quei paesi che sicuramente hanno interesse a contrastare l’egemonia cinese in quella parte del mondo. In primis il coinvolgimento degli Stati Uniti che nello scacchiere internazionale sono impegnati a contrastare l’ascesa del dragone al ruolo di principale super- potenza mondiale e che sembra aver già preso corpo con la presenza di militari USA nell’isola di Taiwan. Per quanto riguarda la Cina, invece, è evidente l’intento di voler fare dell’intera questione una questione interna alla Repubblica Popolare e come tale non soggetta a ingerenze esterne.

Perché è così importante Taiwan.

Sono molteplici e di diversa natura i motivi che determinano l’importanza di Taiwan per la Cina e per gli USA.Innanzitutto, c’è in ballo per la Cina la questione dell’orgoglio nazionale e dell’integrità territoriale. Valori che ispirano da sempre la Cina e che nutrono il nazionalismo propagandistico interno del regime di Pechino. Ma al contempo stesso se l’aspirazione di indipendenza politica di Taiwan dovesse trovare concretizzazione sarebbe un’ulteriore innegabile prova che il concetto di “due sistemi, una Cina”, già messo a duro prova con le vicende recenti riguardanti l’ex colonia inglese Hong Kong, sarebbe inadeguato a garantire il predominio cinese attraverso la coesistenza di forme di governo intimamente diverse. Nulla esclude poi che la presenza di un sistema democratico i potrebbe esercitare un’attrazione pericolosa e destabilizzante proponendo una Cina alternativa rispetto a quella totalitaria che tutti conosciamo.

Dal punto di vista degli USA, Taiwan assume notevole importanza strategica in quanto per posizione geografica rappresenterebbe una sorta di posizione privilegiata per controllare le manovre cinesi sull’Oceano Indiano evitando che si possa arrivare all’egemonia della RPP anche sui mari.

 

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