Cellulare e cinture di sicurezza, le debolezze degli italiani al volante.

Secondo lAnas troppi italiani utilizzano in maniera poco corretta i dispositivi di sicurezza continuando ad utilizzare il cellulare alla guida.

Se ci si interrogasse sulle infrazioni più ricorrenti commesse dagli italiani al volante,  spesso causa di incidenti mortali, un grande aiuto a capirne di più ci verrebbe fornito da un recente studio dell’Anas. L’indagine che si inserisce nell’ambito delle iniziative volte ad aumentare la sicurezza sulle autostrade, sulle vie ad alto scorrimento e sulle strade statali e provinciali è stata condotta  dall’Anas osservando il comportamento degli automobilisti italiani su importanti tratti stradali, quali ad esempio il Grande Raccordo Anulare, della nostra penisola.

 

L’infrazione più comune, quella relativa alle cinture di sicurezza.

Senza alcun dubbio quello che emerge dalla ricerca è che l’infrazione più ricorrente è quella relativa al mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza. In particolare 3 italiani su 10 non usano correttamente le cinture di sicurezza sia per quanto riguarda il posto di guida che il posto passeggero. Le cose diventano addirittura paradossali per quanto riguarda le cinture di sicurezza posteriori praticamente ignorate da 8 italiani su 10. Non cresce la sensibilità verso la sicurezza nemmeno quando si tratta di proteggere i bambini  per i quali i dispositivi di sicurezza, quale il seggiolino, viene ignorato da 5 italiani su 10.

 

Il cellulare

Come era fin troppo facile prevedere un numero corposo d’infrazioni riguardano l’uso del cellulare alla guida. Dalla ricerca dell’Anas, infatti, risulta che almeno 1 italiano su 10 commette infrazioni che vedono come protagonista l’inseparabile cellulare che viene utilizzato alla guida senza far ricorso a dispositivi come le cuffie e il viva voce che lo renderebbero meno pericoloso. Ma l’infrazione che vede come protagonista il cellulare non si esaurisce esclusivamente nella comune telefonata essendo affiancata da altre pessime abitudini come l’invio e la lettura di messaggi e addirittura la visione di video.

 

Gli indicatori di direzione

Rientra nelle infrazioni che possiamo definire “storiche” quella relativa al mancato utilizzo degli indicatori di direzione, le cosiddette frecce. Anche in questo caso risulta elevato il numero di italiani che non le utilizzano in fase di sorpasso, 5 italiani su 10 e ben 8 italiani su 10, si guardano bene dal segnalare il rientro dopo aver eseguito il sorpasso stesso.

La fase di sorpasso resta sicuramente quella più critica sotto il profilo della correttezza del comportamento degli automobilisti italiani che non solo il più delle volte omettono  l’utilizzo delle frecce direzionali ma che  spesso accompagnano a questa infrazione quella non meno pericolosa di non rispettare  la linea continua finendo, così,  colpevolmente, per invadere la corsia opposta laddove è espressamente vietato.

 

La scarso valore deterrente delle sanzioni.

Nonostante siano frequenti le immagini di incidenti e le notizie di vittime dovute all’inosservanza delle più elementari regole di sicurezza e nonostante molte condotte vietate siano sanzionate in maniera particolarmente afflittiva, rimane dubbio che entrambe le cose siano nella realtà in grado di fungere da reale deterrente verso condotte pericolose alla guida e verso cattive condotte che rimangono troppo frequenti. Ritiro della patente e sequestro del veicolo, le misure più severe con le quali il legislatore cerca di regolamentare la circolazione sulle strade e di garantirne la sicurezza , quindi, non valgono da sole a mutare il pericoloso vortice delle cattive abitudini al volante che contraddistingue gli italiani. A questa realtà si aggiunge l’inadeguatezza  sotto il profilo numerico dei controlli che pur essendoci non sembrano poter garantire una reale inversione dì tendenza.

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