Caso Tinsley: la bambina dai riccioli biondo miele

Caso risolto

Il venerdì santo del 1988, a Fort Wayne, in Indiana, la piccola April Wayne rincasando dopo aver fatto visita ad una sua amichetta scompare nel nulla. Passano pochi giorni di ricerca -solo 3- fino al, purtroppo, tragico ritrovamento in un fossato, poco distante dal luogo della scomparsa, del corpo della bambina, il quale riporta orribili segni di perpetuata violenza sessuale (nei suoi slip vengono infatti ritrovate tracce biologiche dell’uomo), e accanto al corpo viene rinvenuto anche un giocattolo sessuale. L’autopsia riporta l’avvenuta morte per soffocamento, avvenuta in seguito a stupro. Il caso, uno dei delitti più abietti e conosciuti degli anni ottanta, è rimasto da allora irrisolto, con il temuto assassino a piede libero, il quale ha continuato a incutere timore alla cittadina provocando le autorità attraverso vari messaggi minatori e polaroid disturbanti, lasciati nei vari angoli della città. Nel 1990 compare infatti una scritta sulla porta di una stalla, la quale riporta: «Ho ucciso April Tinsley, ucciderò di nuovo». E in seguito nel 2004, vengono rinvenuti su delle biciclette di bambine del posto, contenuti in dei sacchetti messaggi scritti su carta gialla, con su scritto: «Ti stavo guardando, sono la stessa persona che ha stuprato e ucciso April Tinsely: tu sei la mia prossima vittima». Il killer lascia, inoltre, nei sacchetti accanto alle polaroid oscene anche dei preservativi usati, i quali, confrontati con le tracce biologiche pervenute sugli slip di April, permettono agli investigatori di definirne il profilo genetico, nonostante la pervenuta mancanza di una corrispondenza qualche individuo schedato. L’irrisolutezza del caso permane, sino però al 2018 -ben 30 anni dopo la tragica morte della bimba- quando CeCe More, ricercatrice di un noto laboratorio di genetica forense, in base alla compatibilità del DNA identifica due possibili sospetti. Questo porta alla definizione completa del profilo dell’assassino: il quasi sessantenne John D. Miller, il quale, una volta intercettato e raggiunto dagli agenti per l’arresto, al momento della domanda da parte di uno di quest’ultimi sul perché si trovassero alla sua porta, Miller risponde: «Siete qui per April Tinsley».

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