Campania, la scuola è in emergenza!

Il Covid preme sulla ripresa delle attività, mentre i dati scolastici regionali sono spietati.

L’Italia, duramente provata dalla pandemia generata dal Covid 19, annuncia prove tecniche di resurrezione. Le Regioni, specie la Campania, criticano l’operato del governo centrale e attendono risposte. La variante “Delta”, inedita mutazione del genoma, preoccupa gli amministratori locali, data la bassa percentuale dei soggetti vaccinati contro l’agente patogeno. I dati scolastici nazionali, tallone d’Achille del paese, sottolineano ritardi e carenze strategiche del comparto istruzione. Le stime sono eloquenti. La Campania ha patito una severa bocciatura a seguito della pubblicazione dei risultati dei test Invalsi, proprio nell’anno del Covid e della didattica a distanza. Gli studenti campani sono ultimi in Italia, in italiano e matematica nel 2020: il 64% al termine delle superiori non raggiunge il punteggio minimo di competenze linguistiche, mentre il 73% quello di matematica. Il livello di dispersione implicita, ovvero gli alunni concludono i cicli scolastici privi delle competenze fondamentali, si attesta al 20,1%, contro una media nazionale del 9,5%. Il tasso percentuale è cresciuto dell’1,5% rispetto al 2019. Il rischio consiste nella mancanza di prospettive future e difficoltà a entrare nel mondo del lavoro. La Regione studia i rimedi, ma la traversata nel deserto non sarà breve.

La didattica a distanza, come si evince dal rapporto Invalsi, presentato al Ministero della pubblica istruzione, «ha supplito nell’emergenza ma vi sono state perdite di apprendimento e non solo». Il report ha presentato i risultati del primo studio sistematico effettuato sul lungo periodo delle lezioni da remoto, che ha caratterizzato il secondo trimestre del 2020 e molti mesi dell'anno scolastico che si è concluso in giugno. Gli studenti appartenenti alle classe superiori, secondo le prime stime, hanno pagato un prezzo enorme a causa delle chiusure preventive stabilite in risposta a cluster attivi presso gli istituti. La Regione Campania ha approvato il nuovo calendario scolastico 2021/2022. Per tutti gli ordini, gradi d'istruzione e per i percorsi formativi, la campanella suonerà la fine della stagione estiva il 15 settembre. Le lezioni termineranno l’8 giugno 2022, per un totale previsto di 202 giorni di lezione.

Il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, invita a non abbassare la guardia: «L'obiettivo che abbiamo fra agosto e fine settembre è puntare ad avere quattro milioni di cittadini immunizzati con doppia dose. Entro la prima decade di ottobre arriviamo a 4 milioni e 600mila che è l'obiettivo per arrivare all'immunità di gregge». Il titolare di Palazzo Santa Lucia ha ribadito la necessita di ritornare alle lezioni in presenza, annunciando «un piano specifico per la popolazione studentesca». Il progetto, seppur ambizioso, mostra la visione d’insieme del governo regionale. Le somministrazioni dei sieri vaccinali dovrebbero iniziare a fine luglio, per proseguire nelle settimane di agosto. La prima decade di settembre, secondo i calcoli effettuati dagli organi istituzionali di supporto, vedrà la Campania pronta ad accogliere gli studenti presso le rispettive scuole. De Luca rivolge un appello ai genitori, affinché non ostacolino la campagna di vaccinazione. Il governatore non rinuncia, infine, a lanciare una stoccata al Ministero della Salute: «Mi auguro che non ci siano nuove zone gialle, che si ragioni sulla quantità di ricoveri e non sui numeri del contagio. Qualunque ministero della Salute o commissario al Covid responsabile avrebbe provveduto a fare un lavoro di prevenzione, non lo hanno fatto. La Campania ha ricevuto meno vaccini di tutti». La luce in fondo al tunnel, fioca, non è solo una speranza.

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