Bansky, il Re Mida della Street Art.

Vuoi per lanonimato o per leccentricit del suo modo di fare arte, ma tutto quello che passa per le mani di Bansky destinato a trasformarsi in oro.

 

Tutto quanto ruota attorno alla figura di Bansky, l’artista di origine britannica celebre per le sue particolarissime opere, in assenza di riferimenti precisi, è destinato ad essere avvolto nel mistero prestando, spesso e volentieri, il fianco a illazioni e congetture di cui ognuno è libero di farsi un’idea.

L’anonimato che rappresenta una delle caratteristiche più salienti dell’artista, condita dall’eccentricità di molte delle sue iniziative, infatti, rappresentano senza alcun dubbio gli elementi principali attraverso cui non solo  mantenere ben centrata e costante l’interesse del mondo artistico ma anche per attribuire valutazioni da capogiro alle sue opere.

Non a caso le opere di Bansky continuano in maniera imperterrita a collezionare record su record nelle valutazioni d’asta che ne fanno attualmente uno dei più quotati artisti in senso generale e sicuramente il più quotato di ogni tempo per quanto riguarda la Street art.

 

 

I record di Bansky

Non c’è alcun dubbio che l’artista che si ritiene essere originario di Bristol abbia, con il suo modo  bizzarro e unico di fare arte, azzeccato la formula magica più premiante anche dal punto vista strettamente  commerciale.

L’ultimo record è quello dei 19,4 milioni di euro, risalente a poco più di un mese fa, relativa all’opera intitolata Game Changer, dedicata agli operatori sanitari britannici in prima linea nella lotta alla pandemia.

Un record assoluto, in grado di superare in maniera considerevole le valutazioni di  tutte le altre opere e in particolare di andare ben oltre ai 12,9 milioni di dollari dell’opera “Love is in Air” del 2005 e alla famosissima “Devolved Parliament” del 2009 raffigurante la Camera dei Comuni inglese popolata da ordinatissimi scimpanzé Anche se per quanto riguarda Game Changer è doveroso aggiungere che tutto il ricavato è andato proprio a sostegno del sistema sanitario nazionale, quindi è andato in beneficenza.

Ma è tutto quello che si ritiene appartenente alla genialità di questo artista ad incrementare esponenzialmente il proprio valore economico. Basta, al tal riguardo, pensare a quanto successo proprio a Bristol in occasione della vendita di una casa, poi,  bloccata in extremis proprio per la comparsa su uno dei suoi muri di un’opera dell’artista. Ebbene con l’opera di Bansky denominata Aachoo l’abitazione è passata da un valore di 350,000 euro già concordati nella vendita a circa 5,5 milioni di euro, ben 17 volte in più.

 

La storia della bambina con il palloncino.

La storia di quanto accaduto in relazione all’opera “la bambina con il palloncino” è di per sé emblematica di quanta importanza possano avere le bizzarrie di Bansky sulle quotazioni delle sue opere.

La vicenda ebbe inizio 3 anni fa, nel 2018, quando al termine della vendita all’asta per 1 milione di sterline dell’opera, grazie ad un meccanismo inserito nella sua cornice la stessa finì per autodistruggersi dinanzi all’intera platea. Per la verità l’operazione non riuscì completamente riducendo in striscioline sola la bambina e lasciando inalterata in ogni altro suo punto l’opera.

Un episodio di autodistruzione in diretta, unico nel suo genere, consumato nel teatro più conclamato della mercificazione dell’arte  la prestigiosa  galleria Sotheby’s di Bond Street.

Quello che sembrò, nell’immediatezza del fatto, una disfatta economica e una notevole dispersione di valore sacrificato a un gesto simbolico quanto plateale, oggi, alla luce degli ultimi risvolti assume una dimensione totalmente diversa con la decisione di rimettere all’asta l’opera danneggiata. Asta che si terrà il prossimo ottobre sempre alla Sotheby’s ma questa volta con cifre ben diverse da quel milione di sterline del 2018, infatti, si parla di una valutazione di ben 6 volte maggiore, oscillante addirittura tra i 6 e gli 8 milioni di sterline.

Sebbene, questa volta, gran parte del merito dell’Incremento di valore va attribuito all’intuizione di chi ha presentato la vicenda non solo come un momento di distruzione ma anche di creazione, in diretta, di nuova opera d’arte nata dalla distruzione della precedente, è indubbio  che quando in qualsiasi vicenda ci mette lo zampino quel diavolo di Banskyle cose aumentano spropositatamente di valore.

Ma lasciando da parte  il discorso economico relativo all’attività di Bansky e tutte le illazioni e congetture che l’accompagnano volte al sospetto di  una sorta di premeditazione economica del suo modo di fare arte, quello di cui non bisogna mai dubitare quando si parla di questo artista è della sua sublime genialità.

 

 

 

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