Avellino tra storia e cultura

Una sosta nella verde Avellino, alle pendici del Monte Partenio, nella valle del Fiume Sabato. Capoluogo della verde Irpinia.

Immerso nelle verdi montagne del Partenio, con una mano tesa al cuore dell’Irpinia, Avellino trova le sue radici nel Sannio Irpino e poi dall’antica Abellinum, originario sito della città in epoca romana. I resti romani sono stati rinvenuti nella odierna Atripalda, comune limitrofo, quindi il primissimo agglomerato urbano sorse lungo le sponde del fiume Sabato, per poi essere spostato in seguito alle distruzioni derivate dalle guerre tra Bizantini e Longobardi.

Durante il Medioevo il centro abitato si organizzò intorno al Duomo e ancora oggi possiamo riconoscere il tipico aspetto per le vie strette e ripide. Con il passare del tempo il centro della città si è spostato verso la grande Piazza Libertà che ancora oggi accoglie i cittadini con fontane e giardini. In direzione del monte Partenio, partendo dalla piazza, si dirama il maestoso corso Vittorio Emanuele, strada di commercio, passeggio e incontri. Il vero cuore della città è proprio il grande corso, il salotto di Avellino, che riunisce tutti tra negozi, bar, caffetterie e uffici.

La città di Avellino si estende nella valle del Sabato, e il nome Irpinia, che contraddistingue la provincia di Avellino, devira dal nome osco hirpus, che significa lupo, che ancora oggi è il simbolo della provincia.

In città ci sono alcuni monumenti e luoghi che meritano di essere visti e conosciuti. La già citata Piazza Libertà, ove affaccia il palazzo della sede vescovile, Palazzo Caracciolo oggi sede della Provincia, ed è arricchita dalle grandi fontane centrali che sono state costruite negli anni sessanta. Piazza Libertà era il fulcro delle attività commerciali, giudiziarie e sociali della città e oggi conserva ancora quel ruolo di punto di incontro.

Il Palazzo della Dogana venne costruito nel Seicento per esigenze commerciali, la città infatti si trovava in una posizione strategica per i commerci verso la Puglia quindi si rese necessario dotarla di strutture simili. Oggi purtroppo la Dogana, dopo essere stata danneggiata dal terribile sisma dell’80, ha ospitato un cinema per poi essere completamente abbandonata.

La Torre dell’Orologio è il simbolo della città, un monumento in stile barocco che sovrasta la piazza in cui si trova il Palazzo della Dogana. Circa 36 metri di altezza con un basamento a bugne quadrate, venne costruita per volere del principe Francesco Marino Caracciolo e progettata da Cosimo Fanzago a metà del XVII secolo. Durante il terremoto del 1980 la torre crollò quasi interamente e venne ricostruita con gli elementi originari.

Il maestoso Duomo risale al X secolo ma nel corso degli anni ha subito restauri e rifacimenti. La facciata è in stile neoclassico, è a croce latina con tre navate e conserva un coro ligneo del XVI secolo. Sotto il Duomo è stata conservata l’antica chiesetta romanica di Santa Maria dei Sette Dolori, ricavata nel XVII secolo con modifiche alla primitiva cripta, ed acora oggi visitabile.

Alle spalle del Duomo merita una visita il Palazzo de Conciliis ove soggiornò Victor Hugo, in visita al padre ufficiale francese di stanza nella città.

La Fontana di Bellorofonte, detta ‘dei tre cannuoli’ piazza Castello, la Casina del Principe, il Carcere Borbonico, la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, il centro storico, i giardini pubblici, Parco Santo Spirito, e tanto altro merita davvero una visita, per una passeggiata tranquilla e rilassante alle pendici del Monte Partenio tra storia e cultura. (Foto A.Sorece)

 

 

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