Amministrative Benevento, campagna elettorale allinsegna del politicamente scorretto.

L ultimo scorcio di campagna elettorale per il ballottaggio di domenica finisce in rissa.

Di scena nella città di Benevento, per questo finale concitatissimo di campagna elettorale, un vero e proprio festival del politicamente scorretto e l'esempio più evidente di tutto quello che non dovrebbe essere una contesa politica in una democrazia compiuta come la nostra.

C’è già, quindi,  una prima illustre vittima nella contesa elettorale che porterà, di qui a poco, alla scelta del primo cittadino per la città di Benevento: la politica. Nella gazzarra inscenata senza esclusioni di colpi tra i due candidati alla vittoria finale sembra proprio che sia stata sacrificata la politica o almeno il modo più sano e costruttivo di fare politica.  In un paese in cui la democrazia e un certo grado di maturità nell’interpretarla vengono considerati come valori scontati, salvo ad essere ripetutamente smentiti dalla realtà, assistere ad una campagna elettorale che sembra un vero e proprio festival del politicamente scorretto e dell’ingiuria personale è un pessimo spettacolo  e sicuramente è qualcosa di diverso da quello la città meritava proprio nel momento in cui bisogna scegliere nelle mani di chi riporre  il suo futuro amministrativo.

Il fuoco incrociato delle opposte fazioni consumato tra attacchi e offese personali hanno preso, nelle ultime due settimane in particolar modo, in maniera sistematica  il posto dei programmi e dell’autentica  progettualità politica che pure dovrebbero rappresentare gli unici e più importanti  elementi per gli elettori su cui fondare la scelta finale  nella segretezza dell’urna. Quindi piuttosto che di programmi e di capacità di realizzarli, le ultime settimane sono state spese da entrambi i candidati in lizza, nell’esclusivo intento di mettere in difficoltà l’avversario politico con attacchi e offese dimostrando quanto in basso possa cadere la dialettica politica quando l’unico obiettivo e l’unica preoccupazione è quella di vincere e di vincere ad ogni costo

Il confronto televisivo. 

Nemmeno la platea allargata della Rai è servita a Mastella e Perifano  per riportare la contrapposizione politica nei giusti binari e nei limiti di una normalissima disputa di idee e di programmi che dovrebbe rappresentare il sale della democrazia. Così è stata rissa, con le  entrate a gamba tesa, le reciproche accuse e davvero pochissime indicazioni di quello che sono i rispettivi progetti per il  futuro amministrativo della città.  Non a caso i maggiori quotidiani nazionali hanno definito il dibattito come una rissa all’ultimo colpo che ha seguito fedelmente il  cliché che ha caratterizzato in maniera crescente questa scorcio finale della campagna  elettorale. Il risvolto negativo di tanta animosità è che ai cittadini resta pochissimo in mano per poter decidere consapevolmente a chi affidarsi nei prossimi anni. Un’occasione persa per fare della normale e seppur accesa contrapposizione politica un momento di crescita politica e democratica per la città proprio in uno dei momenti più delicati della sua storia e con un futuro impegnativo che l’attende alle porte.

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