Afghanistan, il paese piomba nel terrore

I talebani lanciano sassi in aria per disperdere la folla. Il panico regna sovrano.

La situazione in Afghanistan è fuori controllo. La ritirata del contingente Nato, guidato dagli Stati Uniti, ha assunto i contorni di una vicenda tragica. I civili, inermi, sono allo stremo e confidano di abbandonare il paese. Centinaia di persone continuano ad ammassarsi fuori dalle banche di Kabul nella speranza di riuscire a prelevare contanti dai bancomat o dai loro conti, che sono stati resi inaccessibili da quando i talebani hanno ripreso il potere nello Stato. Inoltre, quasi tutte le reti internet e di telecomunicazioni in Panshir sono state tagliate dai talebani. La provincia situata nel nord est dell'Afghanistan è divenuta il centro nevralgico della resistenza anti-terroristica. Baghlan, unica zona non controllata dai nuovi padroni del paese, resiste a oltranza. Una Fortapash che, senza il supporto degli eserciti continentali dell’Occidente, è destinata a crollare. La situazione umanitaria resta drammatica.

Gli Stati Uniti, come riferiscono fonti dal Pentagono, allertano i propri cittadini ancora presenti a Kabul: «Una minaccia specifica e credibile sarebbe situata nei pressi dell’aeroporto della capitale del paese». I talebani, intanto, hanno annunciato che assumeranno il pieno controllo dell'aeroporto di Kabul quando tutti i militari e civili Usa se ne saranno andati: «Stiamo aspettando il cenno finale dagli americani per prendere il pieno controllo dello scalo», ha annunciato all'agenzia Reuters una fonte autorevole del nuovo governo. I talebani ritengono di poter contare sul supporto di una squadra di tecnici e ingegneri al fine di controllare gli ingressi nel paese.

L’Italia resta in allerta. Ottantuno studentesse afghane della Sapienza sono bloccate a Kabul. Le giovani donne figuravano sulla lista di evacuazione stilata dal Ministero della Difesa, per il trasferimento nella penisola. Il Prorettore dell’università romana ha lanciato l’allarme: «Erano sulla lista del Ministero per essere trasferite in Italia, ma a causa dell'attentato di tre giorni fa non sono riuscite a entrare in aeroporto. Sono dovute tornare indietro 90 persone dirette in Italia, tra cui le studentesse afghane che a breve avrebbero dovuto iniziare i corsi alla Sapienza. Con loro ci sono anche alcuni bambini». Intanto, l’Europa annuncia provvedimenti imminenti. La linea del dialogo prevale.

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