Addio a Lina Wertmuller

All'et di 93 anni si spenta nella sua casa a Roma la regista e scenografa Lina Wertmuller, prima regista donna ad essere candidata al premio Oscar nel 1977.

Occhiali dalla spessa montatura bianca, carattere deciso e lingua irriverente.. la prima regista donna della storia candidata al premio Osar, nel 1977, si è spenta a Roma oggi, 9 dicembre 2021, all’età di 93 anni.

Lina Wertmuller, all’anagrafe Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich, figlia di un nobile avvocato lucano e mamma romana, si era avvicinata da giovanissima al cinema e non lo ha mai lasciato. Si iscrive all’accademia teatrale diretta da Pietro Sharoff a diciassette anni, sarà poi aiuto regista e sceneggiatrice, per radio e televisione, imparando i segreti del cinema direttamente da Federico Fellini, sul set de La dolce vita e 8 e mezzo.

Esordisce nel 1963 con I basilischi, un film girato tra la Basilicata e la Puglia, una narrazione grottesca delle misere condizioni di vita nel sud Italia, vincerà la Vela d’argento al festival di Locarno.

Con tenacia e carattere, senza lasciarsi intimidire perché donna, ha dimostrato a tutti le sue grandi capacità ed è entrata, di diritto, tra i grandi del cinema italiano e internazionale.

Dietro la macchina da presa ha raccontato sempre con grottesco realismo spaccati di vita, emblematici della condizione sociale nell’Italia, soprattutto meridionale, di quegli anni.

Dopo I basilischi si dedica al Giornalino di Giamburrasca, proponendo una donna, Rita Pavone, per interpretare un personaggio maschile. Nel 1972 con Mimì metallurgico inizierà il suo sodalizio artistico con l’attore Giancarlo Giannini e con Pasqualino Settebellezze ( 1976) si aggiudica tre candidature agli Oscar. Il prestigioso premio de l’Academy Award arriverà solo nel 2019, Oscar onorario «per il suo provocatorio scardinare con coraggio le regole politiche e sociali attraverso la sua arma preferita: la cinepresa».

Titoli molto lunghi, sguardo attento e una sensibilità ironicamente realistica saranno i segni distintivi della sua carriera.

Firmerà la scenografia e la regia teatrale di opere importanti e si occuperà anche di teatro lirico, con la regia de la Carmen di Bizet al San Carlo di Napoli e la Bohème all’Opera di Atene. Per la televisione firmerà opere di successo come “Francesca e Numziata” con Sophia Loren e Claudia Gerini, “Mannaggia alla miseria” con Gabriella Pessione e Sergio Assisi. Nel 2010 riceverà il David di Donatello alla carriera.

Con irriverenza ha sempre scelto i suoi attori, anche in controcorrente, plasmando caratteri e personaggi. Una donna, una regista, che ha segnato il suo tempo lasciando un’impronta decisa e riconoscibile, in tutto il mondo. Apprezzata a livello internazionale, ha scelto di non piegare la sua etica artistica per denaro, mantenendo fede al suo inimitabili estro creativo.

Lina Wertmuller lascia un grande vuoto, testimone del suo tempo, femminista e avanguardista, ha superato stereotipi e pregiudizi con tenacia, preparazione e competenza, lasciando una grande lezione di determinazione a tutti noi.

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