A Pompei torna alla luce una stanza degli schiavi

Importantissima scoperta archeologica nella villa suburbana Civita Giuliana, nei pressi del Parco Archeologico di Pompei. La stanza in cui vivevano degli schiavi al servizio della famiglia.

Il passato continua a raccontare storie incredibili e il Parco Archeologico di Pompei si conferma un luogo unico al Mondo.
Sono state da poco pubblicate le testimonianze di un'altra grandissima scoperta archeologica presso la villa suburbana Civita Giuliana, chiamata anche del Sauro Bardato, che negli anni passati aveva fatto emergere una stalla, la stanza decorata di fiori che ospitava la piccola Mummia, probabilmente una delle figlie dei proprietari, e persino i corpi di due fuggitivi morti sulle scale di casa.
"Una scoperta eccezionale, perché davvero è rarissimo che la storia restituisca i particolari di queste vite", illustra il direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel.
Un piccolo stanzino, adiacente alle stalle della villa, che era la dimora di una famiglia di schiavi a servizio dei proprietari della villa. Un piccolo spazio che si è conservato benissimo, violato solamente dagli scavi abusivi dei cosiddetti 'tombaroli', i quali hanno lasciato tracce di picconate sulle pareti in cerca di tesori, che ci donano una vera e propria istantanea della vita degli schiavi.
"Dobbiamo ringraziare le particolari dinamiche dell'eruzione, la stanza è rimasta intatta fino all'arrivo dei flussi piroclastici, il portico ha retto, i lapilli si sono fermati prima della soglia", indica il direttore.
Il Parco Archeologico di Pompei ci ha abituato a sontuose ville, stanze affrescate con vividi colori, teatri, templi, botteghe, ma mai eravamo venuti a conoscenza, in modo così tangibile, delle condizioni di vita di quella classe sociale che non aveva diritti.
In questo piccolo cubicolo riemerso, sono stati ritrovati tre letti, sostanzialmente delle brandine di fortuna, allungabili, coperte da un sottile tessuto, posizionate a ferro di cavallo, e circondate da attrezzi di lavoro probabilmente quelli utilizzati tutti i giorni.
Delle anfore e brocche ritrovate sotto i letti, forse per contenere i pochi effetti personali o anche l'acqua per la notte, verranno analizzate per definire con precisione il loro utilizzo. Al centro della stanza, accanto al letto più piccolo, probabilmente destinato ad un bambino, era poggiato il timone di un carro, ricostruito nei dettagli da un calco di gesso. Al centro della stanza c'era una cassa con angoli di metallo, contenente i finimenti dei cavalli, avvolti in alcune pezze.
Una sistemazione precaria che permette di comprendere la condizione di disagio in cui versavano gli schiavi a quei tempi.
Il direttore generale dei musei Massimo Osanna a riguardo dei nuovi scavi nella villa suburbana «sono eccezionali e importantissimi anche per la miniera di notizie che offrono agli studi, tanti tasselli che addirittura cambiano anche la storia».

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