30 luglio: il mondo contro la tratta degli esseri umani

In Italia, un caso su venti riguarda un minore. Le organizzazioni internazionali producono interventi volti alla sensibilizzazione contro un grave crimine contro lumanit.

 Martin Luther King, predicatore di un pianeta senza oppressori e oppressi, impegnò tutte le energie per raccontare al mondo la bellezza della parità tra gli uomini, senza distinzione di razza o etnia: «La mia libertà finisce dove comincia la vostra». Questa frase racchiude secoli di storia ove, privi di tutele democratiche inviolabili, donne e uomini erano trattati come schiavi e venduti al miglior offerente. La Giornata mondiale contro la tratta di persone fu proclamata, per il 30 luglio, dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2013. Lo scopo dell’iniziativa è sensibilizzare la comunità internazionale circa la condizione delle vittime e promuovere la difesa dei loro diritti. La tratta di esseri umani è una forma moderna di schiavitù, che affonda le radici in un passato truce. Gli autori impongono la loro volontà alle vittime, sfruttandone l’impotenza e impiegando mezzi di pressione. Tale compromissione, secondo le convenzioni internazionali, è illegale anche se la vittima vi acconsente. Questo crimine comprende, in particolare, gravi forme di annichilimento dell’individuo: sfruttamento sessuale, ad esempio nella prostituzione coatta o lavoro coatto, il quale comprende pratiche quali la schiavitù, sfruttamento domestico e il prelievo e traffico di organi. Le statistiche, impietose, fotografano la minoritaria condizione femminile, preda di organizzazioni terroristiche e criminali. Più di una vittima di tratta su tre, circa il 34%, nel mondo è minorenne. Una percentuale che, pur riguardando i soli casi giudiziari accertati di un fenomeno ben più vasto, è più che triplicata negli ultimi quindici anni. La questione, oltre che sociale, assume contorni di una vicenda culturale ed economica. Le regioni a basso reddito come: Africa sub-sahariana e occidentale, Asia meridionale, America centrale e Caraibi, rappresentano le zone del mondo più colpite. La condizione minorile vive una situazione drammatica: i minori, infatti, sono circa la metà delle vittime totali accertate dagli organi giudiziari.

Nelle fasi acute della pandemia causata dal nuovo Coronavirus, le misure di contenimento hanno lasciato senza scuola 1,6 miliardi di bambini, con la grave conseguenza che dieci milioni tra i più vulnerabili potrebbero abbandonare l’istruzione ed essere esposti al rischio di tratta e sfruttamento lavorativo o sessuale, matrimoni forzati o gravidanze precoci. Secondo le stime, il solo sfruttamento lavorativo potrebbe inghiottire entro la fine del 2022 altri 8,9 milioni di bambini e adolescenti sotto gli undici anni. Un mondo perduto, in cui appare necessario un intervento deciso. La tratta e lo sfruttamento sono fenomeni che non risparmiano l’Italia, dove le vittime prese in carico dal sistema nazionale nel 2020 erano 2.040. Il numero sembra destinato a crescere nell’anno in corso. Un elemento particolarmente allarmante e poco considerato riguarda le donne vittime di sfruttamento con figli minori, spesso anch’essi nelle mani di sfruttatori e trafficanti. I casi di ex-vittime o donne con figli individuati sono raddoppiati tra il 2016 e il 2020, passando dal 6% all’11,6% sul totale dei casi presi in carico dal sistema anti-tratta, con ulteriore aumento nei primi sei mesi del 2021. Il sistema di emergenza assiste 190 nuclei vulnerabili, che comprendono 226 minori. I dati sommersi potrebbero disvelare numeri peggiori.

 Anche nell’ambito dello sfruttamento lavorativo nel settore agricolo, in particolare nel sud, emergono casi di donne che vivono sole con figli, principalmente originarie dell’Est Europa, che subiscono ricatti, violenze e abusi. Esse, costrette in un circuito di isolamento di fatto che riguarda anche i figli, assistono impotenti alla compromissione del futuro della prole. La tratta di minori spesso coinvolge anche i genitori, qualora siano titolari di ricchezze che possono essere alienate sia con la minaccia, magari come contropartita di un debito non riscosso, che con inganni mediante false promesse di carriera. Molti genitori o coloro che ne fanno le veci, tuttavia, non si fanno scrupoli nell'ottenere un immediato e lauto guadagno dalla vendita dei propri figli in vista, magari, di un'adozione internazionale. Nelson Mandela, protagonista della transizione democratica in Sud Africa, disse: «Essere liberi non significa solo sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere in un modo che rispetta e valorizza la libertà degli altri». L’auspicio di un mondo nuovo, sensibile ai diritti altrui, rappresenta un traguardo fondamentale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

....

Raccontiamo nuove storie

Commenta

Top