25 novembre, Nazioni Unite e mondo intero contro la violenza sulle donne.

Per quanto possa essere evoluto il mondo dei nostri giorni permane il triste fenomeno delle prevaricazioni di genere che rendono attuale il senso di una giornata come quella di oggi.

Ricorre oggi 25 novembre la giornata  mondiale contro la violenza alle donne istituita nel  1999 dall’Assemblea Generale del Nazioni Unite. Giornata che resta ancora oggi, a più di 20 anni dalla sua istituzione, di triste attualità vista la quantità di soprusi e di vere e proprie violenze sulle donne che scuotano, ancora oggi,  le cronache del mondo. Quindi e nonostante le numerose conquiste realizzate sotto il profilo dei diritti civili,  il fenomeno delle prevaricazioni di genere continua a rendere  necessario e opportuno il richiamo al più intimo senso di questa giornata che è quello non solo di proteggere le donne nella loro incolumità fisica e psicologica ma anche quello di garantire in maniera effettiva la parità di condizioni e di opportunità in ogni settore  prescindendo  dal genere.

La risoluzione 54/134 del dicembre 1999.

L’atto istitutivo della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne è la risoluzione nm 54/134 adottata il 17 dicembre del 1999. Con tale risoluzione l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite provvede anche a fornire una definizione precisa del fenomeno parlando al riguardo “di qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia che avvengano nella vita pubblica che privata”

Una definizione, quest’ultima, ancora oggi fondamentale non solo  per definire il fenomeno dal punto di vista formale ma anche per la capacità di abbracciare tutte le ipotesi rispetto alle quali è possibile parlare di  violenza perpetrata ai danni delle donne comprendendo sia la sfera privata che quella  pubblica e abbracciando le ipotesi di sofferenze non solo fisiche e sessuali ma anche psicologiche.

L’attività delle Nazioni Unite in difesa della condizione femminile intrapresa con la risoluzione del 1999 intende,  proprio attraverso una giornata dedicata all’eliminazione di questo odioso fenomeno,  concretizzarsi nello  stimolo  per i governi e le organizzazioni internazionali ad intraprendere proprio in occasione di questa ricorrenza tutte le iniziative necessarie alla sensibilizzazione sul tema dell’opinione pubblica.

Mentre appare al contempo stesso evidente l’intenzione delle Nazioni Unite, dimostrata in più occasioni, a considerare come un capitolo centrale la questione della violenza di genere nel più ampio discorso volto al raggiungimento di ogni forma di  giustizia e uguaglianza.

 

Il femminicidio, ma non solo…

Per quanto la violenza sulle donne riporti, con triste immediatezza, la mente soprattutto al femminicidio vale la pena ricordare che sono davvero tantissimi, purtroppo,  gli esempi che il mondo di oggi ci offre di prevaricazioni, di sottile violenze psicologiche, di discriminazioni consumate a danno le donne. A tal riguardo basta pensare a quello  che succede nel mondo del lavoro in Italia con le condizioni deteriori che vengono puntualmente riservare alle donne sia sotto il profilo retributivo sia sotto quello delle tutele contrattuali previste a sostegno della stabilità lavorativa stessa. Non a caso e non può non valere da esempio la circostanza per cui gran parte della disoccupazione successiva alla pandemia abbia riguardato proprio le donne.

Ma se è  sbagliato arrivare all’identificazione della violenza contro le donne e  il femminicidio, allo stesso tempo sarebbe altrettanto sbagliato non prenderlo in considerazione soprattutto in quanto in grado di rappresentare la forma più grave di violenza dove un numero, purtroppo, crescente di donne finisce per pagare la propria situazione d’inferiorità con la vita.  

Ebbene neanche in questo particolare e tragico spaccato del problema le cose vanno bene nel mondo cosi come in Italia. Il report del Servizio analisi criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza evidenzia nel periodo Gennaio-Novembre 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente un trend di crescita numerica delle vittime femminili e un ulteriore incremento dei casi dove l’omicidio viene consumato nell’ambito familiare/affettivo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

....

Raccontiamo nuove storie

Commenta

Top