2022, la vera sfida delleconomia mondiale tenere a bada linflazione.

Il PIL mondiale, per la prima volta, sfonda il tetto dei 100 mila miliardi di dollari.

Dal consueto rapporto natalizio del Center for economics and business research  si traggono numerosi spunti relativi al prossimo futuro dell’economia mondiale. Innanzitutto il primo risultato che si ricava è che il prossimo 2022 sarà l’anno in cui il PIL cumulato  dell’intero pianeta supererà, in anticipo rispetto alle previsioni precedenti, i 100 mila miliardi di dollari.

Il raggiungimento di questo traguardo storico, con almeno 2 anni di anticipo rispetto al previsto, è frutto della recente revisione migliorativa dei dati relativi sia alla caduta economica del 2020, dove le stime sono passate dal -4,4% al - 3,2% che alla ripresa in atto, dovuta ai piani vaccinali, che  con il 5,5% d’incremento si attesta su valore migliore rispetto all’iniziale 5,2 % previsto. Quindi l’aggiornamento operato in questi ultimi giorni dell’anno permette di affermare sia che   i danni economici del 2020 dovuti  alla pandemia sono risultati inferiori rispetto a quelli stimati sia che la crescita attualmente in atto è superiore a quella inizialmente ipotizzata. Tendenza che al momento sembra confermata anche per il 2022 dove le stime di crescita sono state, ancora una volta, riviste al rialzo, passando dal 3,4% al 4,2%.

 

Le previsioni Stato per Stato.

Dallo stesso rapporto pubblicato in questi giorni risultano altre evidenze tutt’altro che scontate alla vigilia. La prima di queste è che l’economia statunitense continuerà a detenere il primato mondiale almeno fino al 2030. Slitta di qualche anno, quindi, il tanto agognato sorpasso dell’economia cinese su quella statunitense. Mentre per il 2031 è previsto  che dietro a Cina e Stati Uniti, la terza economia al mondo sarà quella indiana, conseguenza di una crescita  costante, che porterà l’India scalare tantissime posizioni di questa particolare classifica. Per quanto riguarda il nostro paese, nonostante gli ottimi dati relativi al 2021, il fisiologico rallentamento della crescita di questo periodo accompagnato dagli effetti del robusto debito pubblico condurranno il nostro paese a retrocedere entro il 2031 dall’attuale ottavo posto al decimo, attestandosi nel 2036 al tredicesimo posto nell’ambito delle economie mondiali. Inutile rimarcare il fatto che sulle previsioni di medio-lungo termine relative al nostro paese incide  anche l’attuale stato d’incertezza che ne  caratterizza la futura leadership politica.

 

Lo spauracchio chiamato inflazione.

Tutte le più rosee previsioni devono comunque fare i conti con l’inflazione che in questi ultimi mesi del 2021 è apparsa come il fenomeno dominante della scena economica mondiale. Inflazione che a differenza di quanto ritenuto inizialmente sembra non possa classificarsi tra i fenomeni momentanei e che con ogni probabilità farà sentire i suoi effetti per gran parte del 2022. Non a caso quest’ultima stima , va  letta  prestando particolare cautela al  fatto che il 7,7% di incremento del PIL mondiale previsto è frutto in gran parte dal rincaro dei prezzi più che di un reale ed effettivo accrescimento della ricchezza globale. La vera sfida che caratterizzerà, di conseguenza, il prossimo futuro sarà quella di porre  rimedio al fenomeno dell’inflazione obbligando tutti gli stati del mondo a far ricorso alle più adeguate ed efficaci misure di politica monetaria e fiscale. Nel caso ciò non dovesse succedere la previsioni diventano molto meno rassicuranti con una recessione mondiale prevista per il 2023 e il 2024.

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