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Corriere del Mattino

Politica, Il Governo apre gradualmente l’Italia

Il paese è pronto a ripartire. Dal confronto tra vaccini somministrati e nuovi casi di infezione da Covid 19, emergono dati lusinghieri. Vietato abbassare la guardia, dato che il virus non è sconfitto. Il commissario Figliuolo, convinto dal piano vaccinale, richiede un ulteriore sforzo: entro giugno bisognerà aumentare l’inoculazione dei sieri e superare quota 500.000 iniezioni giornaliere. Palazzo Chigi è concentrato sulla ripartenza delle attività economiche, tanto che è già in discussione un nuovo decreto. La curva dei contagi e delle vittime continua la lenta discesa, mai così pochi dall'8 ottobre scorso. Il progressivo svuotamento delle terapie intensive e la campagna di vaccinazione, che procede senza particolari intoppi, delinea un programma prudente ed oculato di riaperture. La certezza è il coprifuoco, che sarà posticipato alle 23. Il settore del wedding, duramente provato dall’emergenza sanitaria, ripartirà a metà giugno mentre i centri commerciali potranno tornare ad accogliere clienti anche nei fine settimana, forse già dal 22 maggio. E non è escluso che si arrivi ad una revisione dei parametri che determinano il cambio di colore delle Regioni: al posto dell'indice Rt diventerà determinante l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva. Il pacchetto di interventi che andranno a modificare il decreto potrebbe essere esaminato nella cabina di regia tra le forze di maggioranza convocata da Palazzo Chigi.

Il calendario delle riaperture sarà improntato sul principio di gradualità e prudenza più volte sottolineato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, per fare in modo che non si debba tornare indietro. Il leader di Palazzo Chigi, di concerto con il Comitato tecnico scientifico, ragiona sui numeri “veri”, cioè quelli in cui vi sarà la fotografia di quanto avvenuto a partire dalle riaperture del 26 aprile. Venerdì prossimo, infatti, è atteso un importante monitoraggio della situazione pandemica. Fonti della maggioranza ritengono che sarà la lettura dei dati a stabilire la necessità di interrompere o meno il coprifuoco. Matteo Salvini, spalleggiato dai governatori del centrodestra, chiede a gran voce la riapertura dell’Italia, nel rispetto dei dogmi della sicurezza. “Conto che questa sia la settimana in cui il governo prenda atto non delle richieste della Lega ma dei dati medici e scientifici", tuona Il segretario dem Enrico Letta. La posizione del principale partito della maggioranza è condivisa dal ministro della Salute Roberto Speranza. Il centrodestra è in pressing per anticipare già a lunedì prossimo l'apertura dei ristoranti al chiuso e delle palestre e dei centri commerciali nei fine settimana. E' molto probabile, invece, che ci sia un ragionamento sulla richiesta che arriva dalle Regioni di rivedere l'Rt: con il sistema in vigore, se si va sopra l'1 si passa automaticamente in arancione e con 1,25 in rosso.

Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ritiene che si potrebbe ripensare all'utilizzo della mascherina, obbligandone l'uso solo in caso di assembramenti o luoghi affollati. Ipotesi, però, che potrà essere seriamente presa in considerazione, come conferma lo stesso sottosegretario, solo una volta superata quota 30 milioni di dosi somministrate. Secondo Giovanni Corrao, professore di statistica medica all'Università Milano Bicocca, lo scenario ipotizzato da Sileri potrebbe avvenire per il 22 giugno. Le Regioni, intanto, spingono per ricevere più fiale di vaccino a disposizione. Mario Draghi dovrà operare una sintesi tra le parti, mentre il progetto Italia si prepara a spiccare il volo.

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