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Corriere del Mattino

A 230 anni dalla nascita di Samuel Morse.

Oggi sono 230 anni dalla nascita di Samuel Morse, uomo di arte e di scienza il cui nome è destinato, ancora per secoli, ad essere ricordato per la duplice invenzione del telegrafo elettrico e del codice Morse. Un vero e proprio pioniere nel settore della comunicazione istantanea a cui va riconosciuto l’innegabile merito di  aver non solo innovato ma addirittura reso possibile quello che ai più sembrava, per l’epoca, impossibile: comunicare in maniera pressoché istantanea a prescindere dalla distanza geografica esistente tra mittente e destinatario.

Una vera e propria svolta, in grado di rappresentare un’importante  pilastro verso la  modernità e allo stesso tempo, attraverso una serie di successivi e continui perfezionamenti, la base di partenza verso la cosiddetta comunicazione globale.

 

La carica innovativa del telegrafo elettrico

L’invenzione di Samuel Morse cambiava radicalmente il piano delle possibilità riservate agli uomini per poter comunicare.tra loro anche a considerevoli distanze.  L’enorme potere innovativo dell’invenzione, brevettata negli Stati Uniti, nel 1844, appariva fin troppo evidente se si considera che fino a quel momento la  comunicazione era realizzata solo  attraverso la consegna fisica del messaggio tra  mittente e destinatario. Appariva dunque di tutta evidenza che i tempi necessari a scambiarsi informazioni tra le parti erano strettamente commisurati alla distanza fisica tra le parti. In una simile realtà s’inserivano tutte le potenzialità innovative  della nuova creatura di Morse in grado di aprire le porte verso una comunicazione istantanea che sapeva di miracoloso nel mondo di quei tempi.

Con la prima trasmissione ufficiale avvenuta tra le città di Washington e Baltimora il 24 maggio del 1844 prese  avvio la rapida diffusione del sistema telegrafico in ogni continente,  formando una fitta di rete di connessioni tra ogni angolo del pianeta, pochi decenni prima impensabili.

Tutto questo anche grazie a quello che tutti conoscono come codice Morse a cui va, da sempre, collegato la notorietà dell’inventore di Charleston. Vale a dire la creazione di un codice che permetteva di codificare le lettere alfabetiche in sequenze di impulsi di diversa durata, impulsi denominati linee e punti. L’utilizzo su larga scala dell’alfabeto Morse impose l’addestramento e la creazione  di una intera categoria di operai, specializzati a decifrare il codice nel volgere di pochi istanti che garantivano, così,  la fluidità dei messaggi. A tutti gli effetti il Codice Morsepuò essere definito la prima forma storica di comunicazione digitale, restando a lungo la lingua principale della telegrafia nel mondo e il sistema utilizzato ancora oggi come standard per la trasmissione ritmica di dati.

 

Le tragica origine dell’idea del telegrafo.

A una mente acuta come quella di Morse non poteva mancare  l’estrema attenzione verso tutte le esigenze legate alla comunicazione istantanea. Consapevolezza che diventò una sorta d’imperativo categorico, allorquando la sorte fece provare direttamente sulla sua pelle le conseguenze di una comunicazione lenta e intempestiva. Si racconta, infatti, che mentre era impegnato a dipingere un ritratto di Lafayette a Washington, lontano da casa,  gli fu recapitata da un messaggero a cavallo, una lettera del padre che diceva “ La tua cara moglie è in convalescenza” A questa prima missiva ne seguì il giorno successivo un’altra che lo avvisava della morte improvvisa della consorte.

Nonostante l’immediato rientro a casa,  Morse vi arrivò soltanto a sepoltura avvenuta. Era fin troppo evidente che  proprio le tempistiche con cui aveva ricevuto le comunicazioni gli avevano impedito non solo di conoscere la malattia della moglie ma anche di ricevere in tempo utile, per essere presente alla sepoltura, la triste notizia della sua dipartita. Fu la classica molla che originò l’idea di escogitare qualcosa che potesse garantire una sorta d’istantaneità nella comunicazione che potesse evitare situazioni del genere.

Ma prescindendo dal caso particolare tante furono le implicazioni della nuova invenzione della quale, ad esempio,  poterono avvantaggiarsi gli organi d’informazione che sfruttando la velocità con cui l’informazione poteva trasmettersi avevano finalmente creato un ponte che li collegava agli inviati sparsi per il mondo. Le notizie come qualsiasi altra informazione potevano finalmente giungere in brevissimo tempo alla sede centrale e  non a caso, con il telegrafo, nacquero le prime agenzia di stampa come ad esempio la Reuters.

Per quanto l’importanza del telegrafo e di tutta l’attività di Morse siano state in qualche modo soppiantate, nel corso del tempo con l’avvento del telefono, è impossibile non attribuire ad esse, ancora oggi,  il ruolo fondamentale di avvio di quel processo che avrebbe condotto ad un sostanziale  mutamento del rapporto spazio/tempo, con l’evidente conseguenza di rendere il mondo più piccolo in quanto collegabile in ogni suo punto in una frazione di secondo attraverso lo sviluppo della tecnologia.

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Ronald Abbamonte

area politica

Nato negli Stati Uniti, ma italiano da sempre, svolge attività di consulente nel settore energetico dopo una lunghissima esperienza nel settore commerciale. Negli ultimi anni ha deciso di riservare più spazio a quella che è stata da sempre una fedele e costante compagna di vita: la scrittura. Gli studi di stampo umanistico e la curiosità per tutto ciò che circonda la vita dell’uomo lo spingono a scrivere su tematiche diverse tra loro ma con lo spirito attento di chi guarda le cose per la prima volta.

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