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Restano in carcere i tre boss del clan Mazzarella. Ad inchiodarli le intercettazioni

Ad incastrarli le intercettazioni e le parole di un collaboratore di giustizia.

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Convalidati i fermi in carcere per i tre boss del clan Mazzarella: Michele e Ciro Mazzarella, 44 e 51 anni, e Salvatore Barile, 38 anni.

 Michele Mazzarella è stato bloccato a Pisa dalla Polizia ferroviaria di Genova, mentre cercava di lasciare l’Italia in treno alla volta della Germania.

I tre sono accusati di associazione di tipo mafioso e di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Dalle indagini sul clan Mazzarella è emersa anche la gerarchia presente all’interno della famiglia ma anche un’inizio di divisione che era iniziata negli ultimi periodi dopo una lettera che Totoriello Barile, figlio di Luisa Mazzarella, il quale aveva in gestione le attività illecite nella zona del Connolo. Questo scriveva per contestare una tangente da 50mila euro intascata interamente dalla zia boss Antonietta Virenti mamma di Michele Mazzarella.

Agli atti una serie di intercettazioni ambientali e i verbali di alcuni collaboratori di giustizia che inchiodano i tre.

In una conversazione intercettata è datata 25 aprile 2019 tra Massimo Ferraiuolo, Gaetano Gemei (arrestati nel blitz di lunedì mattina) e Salvatore Barile si evince che il clan Mazzarella è diviso in vari sottogruppi attivi su diversi quartieri cittadini e della provincia di Napoli.

Massimo Ferraiuolo è il referente per la zona della MaddalenaSalvatore Barile per il Rione Sant’Alfonso di Poggioreale, il cosiddetto ConnoloCiro Mazzarella per il quartiere Mercato e la zona soprannominata “Sopra le Mura”, mentre Salvatore Fido, alias O Chiò, per il quartiere San Giovanni.

A chiarire il tutto il collaboratore di giustizia Salvatore Giuliano: “Ferraiuolo Massimo, alias mortadella, è stato detenuto per lungo tempo per l’omicidio di Ginosa Giuseppe ed ha avuto un periodo di codetenzione con mio zio Luigi Giuliano presso il carcere di Opera. In occasione della loro codetenzione, Mortadella chiese a mio zio di poter gestire i parcheggi davanti al Trianon e mio zio acconsentì dicendo che avrebbe chiesto a chi stava fuori dei Giuliano”.

Michele Mazzarella, invece, aveva ambizioni da capoclan: “Prima che Michele Mazzarella uscisse dal carcere io avevo parlato con Barile Salvatore della sua scarcerazione – racconta il pentito – quest‘ultimo mi aveva prospettato la possibilità che Michele volesse prendersi Forcella e io gli avevo risposto che in questo caso ci sarebbe stata la guerra. Cosi non è stato. Quando Michele è stato scarcerato ha ripreso e redini dei clan, e ha voluto incontrarmi. Voglio precisare che non ha voluto vedere nessuno all’inizio tranne me. Ci siamo incontrati in un deposito al Rione Luzzatti e all’incontro abbiamo partecipato io, che nell’occasione ero con Alessio Vicorito, Barile Salvatore, Michele Mazzarella e il loro cugino Alberto (che al momento gestisce o Maddalena al di sopra dei Ferraiuolo)”.

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