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Una cella chiamata casa: 6 persone al giorno arrestate o denunciate tra Napoli e provincia

Una cella chiamata casa: la campagna di sensibilizzazione con l’obiettivo di smuovere le coscienze dei cittadini e fornire una via di fuga a quelle donne che si sentono oppresse e vessate da un uomo.

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“Una cella chiamata casa”. Questa è l’immagine che forniscono i Carabinieri di Napoli alla luce dei dati sempre più allarmanti.

Continua dunque la campagna di sensibilizzazione con l’obiettivo di smuovere le coscienze dei cittadini e fornire una via di fuga a quelle donne che si sentono oppresse e vessate da un uomo.

Siamo alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza sulle donne e i Carabinieri di Napoli stilano un bilancio dei risultati ottenuti con la campagna di contrasto a quella che è la più odiosa forma di reato, la violenza sulle donne.

Sono proprio le donne in uniforme del Comando Provinciale di Napoli che, attraverso un video entrano “virtualmente” nelle case dei napoletani, con lo scopo di sensibilizzare ma soprattutto convincere chi ha bisogno di aiuto a denunciare.

I dati che ci vengono riportati dalle forze dell’ordine sono a dir poco allarmanti: 1937 persone arrestate e denunciate per maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale o per femminicidio dal 1° gennaio al 7 novembre.

La campagna vuole essere un invito, dunque, per tutte quelle donne che vivono situazioni familiari difficili, che sono indecise e hanno paura di uscire da una storia a senso unico dal finale potenzialmente drammatico.

Inseguite e speronate con l’auto, prese a pugni sul viso e anche bruciate. Questo è quello con cui hanno a che fare quotidianamente i carabinieri di Napoli e provincia.

Un fenomeno, quello della violenza contro le donne, che registra la triste media di sei persone arrestate o denunciate al giorno. Ma queste denunce, il parlare delle donne è anche sintomo di una rinnovata verso fiducia le istituzioni le quali intervengono al numero sempre crescente di denunce.

Tra gli episodi più recenti vi è quello di un 24enne del quartiere Miano di Napoli, il quale allontanato da casa, si è arrampicato fino al balcone. I carabinieri, intervenuti, lo hanno bloccato e arrestato. La vittima ha raccontato anni di vessazioni, quasi sempre conseguenza delle crisi di astinenza da stupefacenti dell’uomo.

Ad Ischia, invece, una 21enne è stata presa a pugni in faccia. Quando i carabinieri sono intervenuti la giovane era rannicchiata in un angolo con il viso pieno di sangue, piangeva senza sosta mentre il marito provava a cancellare le tracce di sangue dalla parete. 

Ma tra le tante storie raccontate dai carabinieri c’è anche chi non ce l’ha fatta. Ed è questa la storia di Rosa Alfieri ha chiuso gli occhi per l’ultima volta il febbraio scorso. La giovane stava tornando a casa dopo una giornata di lavoro, a Grumo Nevano. Un condomino l’ha attirata in casa e l’ha strangolata. La morte della donna risulta essere senza un motivo apparente. L’uomo, Elpidio D’Ambra, 31 anni, è stato sottoposto a fermo per omicidio.

Altra storia è quella di Anastasiia Bondarenko di origini ucraine, morta a marzo, nella sua abitazione di Napoli. Morta per mano del compagno, un colpo per stordirla e poi l’incendio dell’appartamento. Il suo corpo carbonizzato è stato trovato dai Carabinieri. La figlioletta, testimone di una scena atroce, è stata affidata ad alcuni familiari. Fermato per omicidio Dmytro Trembach, dopo 7 giorni di indagini serrate.

Storia più recente, ma dal finale non certo migliore è quella del 17 ottobre, quando un 48enne ha picchiato con violenza la madre e la zia, per motivi ancora da chiarire. La zia, 67enne, è morta dopo qualche giorno in ospedale per le gravi lesioni subite. Il 48enne è stato arrestato ed è accusato di omicidio aggravato.

Salva, invece, solo per miracolo una 71enne di Crispano. Il fatto è avvenuto quest’estate. Il marito l’ha colpita alla gola con un paio di forbici. Anche in questo caso ancora è da capire la motivazione di tale violenza. L’uomo è stato arrestato per tentato omicidio.

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