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Scuola: Manifestazione a Napoli ed il caso delle studentesse abusate

No all'alternanza scuola lavoro, il caro alloggi e trasporti.

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Il corteo pienamente ed in tutto pacifico parte da Piazza Garibaldi per poi fermarsi a Piazza del Plebiscito.

I punti di raccolta dei manifestanti sono stati tanti, così come tante volte ci si è fermati per inscenare le proteste; quelle più rilevanti a Piazza Borsa, dove i giovani simulano la loro morte dovuta alla crisi economica, poi dinanzi alla Federico II per il caro alloggi ed il caro bollette.

Non manca poi un deciso “No” al progetto “alternanza scuola lavoro“, dove alcune studentesse si tingono le mani di rosso ad inscenare la morte cruenta dei giovani ragazzi morti sul posto di lavoro, ricordando ad alta voce i nomi di Giuseppe, Lorenzo e Giuliano. Gridano inoltre un “No” deciso, alla scuola come un luogo destinato solo a formare il lavoratore del domani e non a quello che dovrebbe realmente essere, cioè un luogo destinato al pensiero, all’alta formazione culturale per una sana e cosciente società del futuro, che da corpo al pensiero che diventa fare.

Le morti di questi ragazzi sul posto di lavoro rappresentano alla fine le tante morti dimenticate di operai, uomini e donne che perdono la vita ogni giorno lavorando. Lì dove il luogo di lavoro non è mai stato sicuro per nessuno specialmente per donne e giovani studenti. Ma soprattutto lo capiamo quando vediamo morire “nel gioco dell’ alternanza scuola lavoro” i nostri ragazzi che come tutti i lavoratori non sono stati tutelati affatto nelle attività che svolgono; trattati come schiavi al gioco dei padroni, servi a loro volta del Dio danaro e dell’arricchimento a tutti i costi.

Ed i ragazzi questo non lo vogliono; cercano preparazione ed un luogo di lavoro rispettoso di loro e delle loro aspirazioni, che non sia fatto di contratti a termine, interinale o quant’altro; ma che sia per tutti un impiego rispettoso della preparazione assunta nei tanti anni di studio e formazione.

A mancare non sono i lavoratori o le professionalità, a mancare sono il più delle volte gli imprenditori che sottopagano i giovani appena usciti dal mondo della scuola, impiegandoli in attività non coerenti con la loro preparazione.

Ecco perché i giovani scappano via, in cerca di dignità.

Le proteste proseguono questa volta ricordando l’ultimo fatto di cronaca; le violenze sessuali subite da alcune studentesse da parte di un dipendente del Dipartimento di Biologia dell’Università Federico II di Napoli.

Al tecnico di laboratorio, dopo accurate indagini coordinate dalla IV sezione della Procura di Napoli coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone, è stato notificato un arresto ai domiciliari dai Carabinieri del Nucleo Investigativo.

Le indagini sono scattate dopo una denuncia del novembre 2021 nella quale una ragazza riferiva di essere stata molestata nei locali dell’Università. Successivamente dalle verifiche dei Carabinieri, sono emersi altri cinque casi analoghi.

I vertici dell’Ateneo al momento, hanno sospeso e trasferito il dipendente.

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