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Omicidio a Castelvolturno, Luigi ucciso per un paio di occhiali rotti

I dettagli dell’omicidio del 35enne accoltellato fuori a un bar sabato notte.

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La vittima si chiamava Luigi Izzo, 35 anni, era un barbiere professionale presso il salone Hair Dream di Castel Volturno: è stato accoltellato a seguito di una lite per futili motivi.

Alle due di notte Luigi era uscito di corsa dal suo appartamento di via Papa Roncalli per recarsi al Caffè 2, un bar di Castelvolturno in via Roma, perché alcuni amici lo avevano avvisato di un episodio con protagonista il fratello, Orlando 34 anni.

Arrivato sul posto, aveva trovato Roberto Moniello visibilmente alterato: «Tuo fratello mi ha rotto gli occhiali da vista, guarda qui», aveva detto mostrando i resti del vetro. Luigi aveva rassicurato Roberto: «Li ricompro e te li porto, nuovi, te lo prometto. Ma adesso basta!».

Subito dopo ha accompagnato il fratello Orlando a casa dei genitori per poi tornare nella sua abitazione con moglie e figli. Poi è uscito una seconda volta, forse perché chiamato al telefono da Roberto Moniello, ancora arrabbiato. Quell’uscita ha segnato la sua condanna a morte. Davanti gli è comparso il padre di Roberto, Alessandro, di professione meccanico, sceso dalla Fiat Punto verde con in mano un coltello, che lo avrebbe rincorso pugnalandolo alle spalle davanti all’uscio di casa.

La moglie di Luigi ha spiegato ai carabinieri di aver sentito il marito domandare: «Ma cosa volete da me?».

Sposato e con tre figli piccoli, è caduto tra le braccia della moglie e della suocera, in una pozza di sangue. Trasportato d’urgenza alla clinica Pineta Grande è morto dissanguato poco dopo, nonostante le cure mediche prestategli dai sanitari che hanno cercato di salvargli la vita.

La Procura ha fermato i responsabili: Alessandro e Roberto Moniello, 52 e 29 anni, padre e figlio residenti nei pressi di Baia Verde, località di Castel Volturno. Il 52enne è accusato di omicidio volontario, il figlio di 29 anni deve rispondere del reato di concorso in omicidio con l’aggravante dei futili motivi.

Per l’aggressore è stato disposto il fermo e adesso si trova rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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