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Nola, Piazza d’Armi: lotta contro il tempo per il nuovo parco urbano

Il Demanio chiede l’abbattimento delle costruzioni abusive presenti nell’area.

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Per il finanziamento del nuovo parco urbano da realizzare in Piazza D’Armi a Nola (meglio conosciuta come “48”) è una corsa contro il tempo. Il Demanio, infatti, ha chiesto l’abbattimento e rimozione dei chioschi presenti nell’area, con l’eccezione delle due edicole di via on. Napolitano, che non ricadrebbero nelle pertinenze demaniali. Novanta giorni per procedere al ripristino dello stato dei luoghi, altrimenti il Comune procederà forzatamente all’abbattimento delle strutture.

Tutto ciò per non perdere i fondi relativi al progetto che prevede di recuperare e valorizzare l’intera area, trasformandola in un grande parco urbano.

Piazza D’Armi è un ampio spazio di grande valenza storica e architettonica, che sorge nel cuore di Nola e che da decenni è in balia di un diffuso degrado ambientale e sociale.

L’attuazione del progetto, dal valore di 5 milioni di euro, è subordinata alla disponibilità dell’ex area d’esercitazione militare, ancora di proprietà demaniale. Si tratta di un ostacolo che ha bloccato precedenti tentativi di riqualificazione da parte di altre amministrazioni comunali. Il finanziamento riguarda la riqualificazione di un’area di circa 50mila metri quadrati, da rivitalizzare tramite la creazione di spazi verdi, percorsi pedonali, piste ciclabili e aree giochi.

Per poter fruire dei 5 milioni del PNRR vi sono, però, effetti collaterali: la piazza è da consegnare libera, a rischio il mercato cittadino e sono da effettuarsi alcuni interventi di demolizione per i quali è stata emessa un’ordinanza di demolizione e rimozione a cura dei proprietari.

Si tratta di 7 strutture ospitanti attività commerciali, che da oltre 50 anni occupano il perimetro di Piazza d’Armi, che risulterebbero abusive in quanto costruite su suolo di proprietà del comune e del demanio dello Stato. I proprietari di alcune di queste strutture avrebbero già dato mandato ai legali per le azioni da intraprendere per evitare l’abbattimento. Ipotesi complicata, dato che il TAR Campania ha statuito da diversi anni che la costruzione su suolo demaniale è sempre da ritenersi abusiva. Un paradosso per alcuni dei titolari, che possiederebbero addirittura autorizzazioni a costruire e relativi condoni, che sarebbero da ritenersi abusive ex ante. Una discussione nel merito a cui però l’amministrazione guidata da Carlo Buonauro non vorrebbe arrivare. Nelle intenzioni del sindaco, infatti, sarebbe emersa un’ampia disponibilità a trovare una soluzione che cerchi di venire incontro ai proprietari. Tra le ipotesi vi sarebbe l’assegnazione, tramite una procedura a evidenza pubblica, degli chalet e chioschi previsti dal progetto, a favore dei titolari delle strutture da rimuovere. Il tempo stringe e nelle prossime settimane la questione dovrà necessariamente trovare una soluzione.

Il progetto si propone di rappresentare una “nuova agorà urbana”, un polo di aggregazione con spazi di relazione condivisi. L’idea prevede poli di attrazione, spazi verdi e un nuovo sistema di viabilità dell’area. Nel parco urbano saranno concentrati edifici pubblici socio-culturali, ricreativi e sportivi, che faranno da filtro tra il parco e il tessuto urbano circostante.

Il sistema di connessioni sarà caratterizzato da un percorso principale coperto che attraversa tutta l’area e che richiama la stoà, una tipica struttura dell’agorà greca costituita da porticati ad uso pubblico. Questo percorso, oltre ad avere una funzione sociale e relazionale, realizza un nuovo sistema della viabilità che rende l’area facilmente accessibile e fruibile grazie al miglioramento dei flussi pedonali, ciclabili e veicolari.

Dopo anni di inerzia, l’amministrazione comunale si muove per ripristinare un luogo dalle grandi potenzialità.

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