13.1 C
Napoli

Marigliano, picchiata dal figlio ubriaco: muore per le ferite

Morta la 78enne Angelina Guercia, in ospedale per l’aggressione a sangue del figlio, ex assessore e professore di filosofia al liceo Colombo di Marigliano.

Published:

È morta in ospedale dopo due settimanedi agonia la 76 enne Angelina Guercia, picchiata dal figlio 48enne, Aniello La Galla, ex assessore e professore di filosofia al liceo Colombo di Marigliano.

L’uomo vittima da anni dalle dipendenze di alcol e droga in preda alla furia si era scaraventato sulla mamma e la zia picchiandole a sangue.

Nella notte tra il 16 ed il 17 ottobre i carabinieri della Sezione radiomobile di Castello di Cisterna erano intervenuti in un’abitazione Via San Giovanni Battista, nel centro storico del comune di Marigliano. Il 48enne, probabilmente ubriaco, aveva aggredito la madre e la zia colpendole con calci e pugni, provocando alle due donne ferite molto gravi, tanto da richiederne l’immediato trasporto, in codice rosso, in ospedale.

Le due donne, dopo la brutale aggressione furono soccorse da un’ambulanza. La madre fu portata all’ospedale di Nola e da lì all’ospedale del Mare a Napoli, mentre la zia a Ponticelli presso Villa Betania. La peggio l’ha avuta la mamma Angelina, ex insegnante dell’Itcg di Marigliano, deceduta dopo il ricovero in gravissime condizioni. La zia di 66 anni, sorella della madreè grave, ricoverata in prognosi riservata all’ospedale del Mare.

La notizia del decesso ha scosso la comunità. La famiglia La Gala è una famiglia perbene e lo stesso Aniello, detto Nello, era molto noto e benvoluto dalla comunità e dagli stessi studenti.

Era una persona solare e disponibile che ha tentato diversi percorsi anche in comunità per vincere le dipendenze. Sembrava esserne uscito ed era rientrato pure al lavoro. La morte del padre Raffaele La Gala che sempre lo sosteneva deve essere stata proprio la fine.

Cosa abbia scatenato la sua violenza i carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna devono ancora appurarlo.

Pare che Nello quel giorno in cui si scagliò contro la madre e la povera zia avesse bevuto. «Non era lui, purtroppo in preda alle dipendenze – raccontano alcuni vicini – si trasformava dal buono qual era in un’altra persona». Un vero e proprio schianto anche per lui che ragionando con lucidità  mai avrebbe voluto compiere questo gesto verso la persona che più amava al mondo: la mamma Angelina.

La Galla resta nel carcere di Poggioreale ma l’accusa da violenza privata è passata a omicidio.

RIPRODUZIONE RISERVATA
© Copyright Corriere della Campania
placeholder text

Related articles

Recent articles