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Nola: il sogno di un grande parco urbano in Piazza d’Armi

Prende forma il progetto di riqualificazione dell’ex ’48 che prevede la realizzazione di spazi condivisi.

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Dopo la revoca, da parte dell’Agenzia per la coesione territoriale, dello stanziamento di 8 milioni per la riqualificazione dell’ex ’48 da trasformare in un laboratorio di ricerca con dei pipenet, torna alla ribalta il progetto di realizzazione di un parco urbano per riqualificare Piazza D’Armi a Nola (meglio conosciuta come “48”).

Si tratta di un ampio spazio di grande valenza storica e architettonica, che sorge nel cuore di Nola e che da decenni è in balia del degrado ambientale e sociale.

La prosecuzione del progetto, dal valore di 5 milioni di euro, è subordinata alla disponibilità dell’ex area d’esercitazione militare, ancora di proprietà demaniale. Si tratta di un ostacolo che ha bloccato precedenti tentativi di riqualificazione dell’area da parte di passate amministrazioni.

L’occasione giusta poteva essere quella fornita dal federalismo demaniale. Una procedura volta alla dismissione del patrimonio demaniale e il contestuale trasferimento a titolo gratuito degli immobili agli Enti Locali che presentino progetti di valorizzazione urbana. Se non fosse che l’occasione è sfumata per l’impossibilità a dare concretezza economica al progetto che era stato presentato al Demanio, il quale, regolamento alla mano, non può cedere a titolo gratuito l’area senza garanzie della concretizzazione dell’opera di riqualificazione.

Ora che i fondi ci sarebbero, a mancare è Piazza D’Armi, o perlomeno la sua titolarità. Si sta provando, dunque, a riavviare la trattativa già avviata con il Demanio per lo sblocco dell’impasse, essendo immutata la loro disponibilità per la cessione di Piazza d’Armi. Già con l’ex sindaco Minieri, a suo tempo, avevano preso forma due opzioni: la cessione gratuita o la permuta con l’area del Tribunale Monocratico in via onorevole Napolitano, che passerebbe nella proprietà del Demanio.

Per poter fruire dei 5 milioni in chiave Pnrr vi sono, però, effetti collaterali: la piazza è da consegnare libera, a rischio il mercato cittadino e la necessità di alcuni interventi di demolizione. Notizia recente, che si inquadra nel complesso di iniziative per la bonifica dell’area, è un’ordinanza che ordina la demolizione e rimozione a cura dei proprietari delle 7 strutture ospitanti attività commerciali, che da oltre 50 anni occupano il perimetro di Piazza d’Armi, risultando le stesse abusive in quanto costruite su suolo di proprietà del comune e del demanio dello Stato.

Tutto ciò per non perdere i fondi relativi al progetto che prevede di recuperare e valorizzare l’intera area, trasformandola in un grande parco urbano aperto alla città e al territorio, rendendolo totalmente fruibile e accessibile.

Il progetto si propone di rappresentare una “nuova agorà urbana” che diventa polo di aggregazione e crea spazi di relazione condivisi. L’idea prevede tre aree funzionali strategiche: poli di attrazione, spazi verdi e nuovo sistema di viabilità dell’area, in cui saranno concentrati edifici pubblici socio-culturali, ricreativi e sportivi, che fanno da filtro tra il parco e il tessuto urbano circostante.

Il parco urbano, fulcro del progetto, sarà caratterizzato dalla presenza di molteplicità di spazi verdi, attrezzati e naturalistici e da un sistema di connessioni, caratterizzato a sua volta da un percorso principale coperto che attraversa tutta l’area e che richiama la stoà, una tipica struttura dell’agorà greca costituita da porticati ad uso pubblico. Questo percorso oltre ad avere la funzione di collegamento dei principali attrattori, genera un reticolo di spazi sociali destinati a diverse funzioni, creando così un luogo dove si sviluppano relazioni e interazioni e permettendo la riappropriazione di tutti gli spazi attraverso un nuovo sistema della viabilità che consentirà il superamento della barriera rendendo l’area facilmente accessibile e totalmente fruibile grazie al miglioramento dei flussi pedonali, ciclabili e veicolari.

Dopo anni di inerzia, l’amministrazione comunale si muove per ripristinare lo stato dei luoghi, un atto dovuto ai cittadini, che da anni assistono al degrado un’area dalle grandi potenzialità.

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